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Roma – Selva di cartelli e pali killer. Per scooter e moto è roulette

Scoppia la polemica sulla sicurezza stradale a Roma. Un simbolo per tutta Italia: nella capitale a pochi metri dove lo scorso 16 gennaio è morta una ragazza schiantandosi su un palo non protetto c’è un’altra trappola mortale: un altro palo non segnalato, piazzato al centro di uno svincolo.

E’ polemica a Roma sulla situazione delle strade. Un caso grave, ma importante perché ci troviamo di fronte al classico caso-simbolo: c’è un palo in mezzo alla tangenziale. Ecco, quel palo simboleggia infatti in modo perfetto la situazione delle nostre strade, davvero disperata. E in questo Roma è davvero capitale perché non va dimenticato che nel nostro Paese l’80% degli incidenti avvengono sullo stesso 20% di punti stradali, un segno tangibile della latitanza di chi gestisce la nostra viabilità. 
Su questo tema il nostro giornale ha costruito una grande inchiesta, dando la possibilità ai lettori di segnalare, provincia per provincia, cliccando sulla cartina, i punti più pericolosi. Ed è clamoroso constatare come i cittadini dicano tutti le stesse cose. Ma nessuno faccia niente.

Ma torniamo al caso eletto a simbolo. Motivo? non è bastato un assurdo incidente mortale per porre l’attenzione sulla folle situazione della tangenziale di Roma: proprio a pochi metri dopo il luogo dove il 16 gennaio scorso è morta una ragazza di 20 anni (cadendo dallo scooter su un palo non protetto all’altezza della batteria Nomentana) c’è un’altra trappola mortale: un palo praticamente in mezzo alla strada perché è al centro di uno svincolo, quello che porta a via dei Monti Tiburtini. 
Il palo è “nudo”, nel senso che oltre ad essere non protetto non sorregge nessun segnale, ed è preceduto dai resti (ovviamente divelti vista la posizione) di uno spartitraffico luminoso arancione. Un pericolo enorme, come dicevamo, perché il palo fa da barriera per lo svincolo fra la tangenziale e l’uscita verso via dei Monti Tiburtini, quindi si trova praticamente in mezzo alla strada. Nessuna segnalazione, nessun cartello, solo vecchi nastri gialli della Municipale ormai consunti. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’incidente del 16 gennaio e si spera che qualcuno riesca a fare quei pochi metri dal luogo del sinistro mortale fino allo svincolo incriminato: quel palo in mezzo alla strada vale più di mille discorsi e più di mille analisi sullo stato di abbandono della tangenziale. Certo, ci sono i lavori in corso, ma è un alibi: lo svincolo di cui parliamo non è stato interessato da nessun cantiere e quell’uscita è identica da anni. Solo, ora, molto più pericolosa.

La polizia municipale del II Gruppo per l’incidente del 16 gennaio a dichiarato che il cartello della segnaletica stradale sul quale si è schiantato la ragazza era “posizionato in modo regolare”. Sarà. Su questo come dicevamo è aperta un’inchiesta. Ma di certo al II Gruppo hanno la vista corta perché non riescono a vedere il famoso palo più avanti che di certo “non è posizionato in modo regolare” perché non segnala nulla.
Siamo difronte a un’altra tragedia annunciata? Secondo il consigliere comunale del Pd, Athos de Luca, si perché sue mesi prima dell’incidente del 16 “erano morti due giovani sulla tuscolana per la presenza di un cartellone pubblicitario. E’ da tre anni che chiediamo con denuncie, esposti e delibere popolari e consiliari, la modifica dello sventurato regolamento n.37 varato da Alemanno e Bordoni, senza ottenere nessuna attenzione dal comune. Non sono bastate neanche le numerosissime iniziative spontanee dei cittadini che denunciavano, nell’indifferenza più totale dell’amministrazione, la pericolosità dei numerosissimi cartelloni che costeggiano oramai tutte le nostre strade, con grande pericolo per la sicurezza stradale”. 

“E’ gravissimo – conclude de Luca – che dopo l’ultimo incidente mortale in via tuscolana, il sindaco e l’assessore Bordoni, non abbiano disposto neppure la rimozione di tutti gli impianti pubblicitari sul ciglio dei spartitraffici e delle strade, in violazione del codice della strada, che costituiscono un grave pericolo per la pubblica incolumità”.
E c’è chi come il consigliere del Pd capitolino Dario Nanni, membro della commissione sicurezza del comune di Roma, ha chiesto un consiglio straordinario sulla sicurezza stradale nella capitale, per migliorare le condizioni della viabilità, eliminare gli elementi di pericolo, adottare il fascicolo della strada, diminuire la velocità, posizionare dissuasori, adottare le zone 30, ampliare le isole pedonali e costruire una rete vera di ciclovie. Ci dovremmo tutti porre come obiettivo un 2012 meno doloroso dell’anno precedente- ha concluso il consigliere pd- che ha collezionato record di vittime e di incidenti per la Roma”. La risposta? Il bel palo in mezzo alla tangenziale.

Fonte: www.repubblica.it

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