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Agente accertatore diverso dal verbalizzante? Multa valida

Se un Vigile annota la targa mentre è in auto, ma poi redige il verbale un collega, la multa è comunque valida: lo ha deciso la Cassazione

Nel caso in cui l’agente accertatore sia diverso dal verbalizzante, la multa è ugualmente valida. E il verbale è piena prova dell’infrazione fino a querela di falso da parte del sanzionato verso l’agente. Lo ha sancito la Cassazione (sesta sezione civile) con sentenza numero 1069 del 7 ottobre 2011, depositata in cancelleria il 25 gennaio 2012.

L’AUTOMOBILISTA NON SI ARRENDE – La vicenda ha origine nel 2005, quando il guidatore multato nota che il Vigile si accorge dell’infrazione mentre è all’interno del proprio veicolo, e poilascia che sia il collega a completare il verbale per divieto di sosta. L’automobilista non ci sta e fa ricorso sulla base di questo “sdoppiamento” che, a suo dire, rappresenterebbe un vizio di forma. In effetti, l’agente che aveva rilevato l’infrazione ha poi ammesso di aver notato il veicolo in sosta sulle strisce pedonali mentre era a bordo dell’auto di servizio senza contestare immediatamente la violazione: è stato poi un collega a stendere il verbale. Ma il Giudice di pace dà torto all’automobilista, idem il Tribunale di Lanciano nel 2007, secondo cui l’accertamento dell’agente accertatore non è stato impugnato con querela di falso e forma quindi piena prova dell’infrazione. In sostanza, l’unica soluzione per contestare la multa sarebbe stata quella di sostenere che il Vigile avesse scritto il falso nel verbale. Il multato non si dà per vinto e nel 2010 va sino in Cassazione, che però ora respinge il ricorso, in linea con la Corte di merito. Osservano gli ermellini che il verbale notificato era coperto da fede privilegiata, nonostante l’accertamento era stato effettuato da agente diverso dal verbalizzante.

TUTTO IN REGOLA – La Cassazione spiega: c’è un “verbale facente prova fino a querela di falso di un fatto che il pubblico ufficiale ha attestato essere avvenuto in sua presenza, in quell’ora, in quel giorno, proprio del veicolo che risulta appartenere alla ricorrente. Al riguardo le Sezioni unite hanno ritenuto che nel giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva”. L’unica strada percorribile è la querela di falso, ma è una strada tutta in salita per il ricorrente.

Fonte: www.sicurauto.it

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