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Drogato al volante uccise ragazza: 14 anni per omicidio volontario

Sentenza esemplare della prima corte d’Assise d’appello di Milano. In primo grado era stato condannato a 4 anni

Guidava sotto l’effetto di coca e tranquillanti, travolse e uccise una ragazza: è stato condannato in appello a 14 anni per omicidio volontario. Una sentenza esemplare, che farà discutere, quella comminata dalla prima corte d’Assise d’appello di Milano. I giudici d’appello hanno così ribaltato la sentenza di primo grado, che lo aveva condannato a soli 4 anni per omicidio colposo. E questo nonostante l’accusa avesse chiesto la conferma della condanna in primo grado. L’uomo, Alessandro Mega, 31 anni, secondo quanto ricostruito dalle indagini, la sera del 31 ottobre 2008 stava guidando su una strada con scarsa illuminazione e con l’asfalto bagnato a 80 km/h, a Bollate (Milano), quando invase l’altra corsia e si schiantò contro l’auto guidata dalla giovane, Roberta Caracci, neolaureata di 24 anni, che poi morì. Nel sangue di Mega vennero trovate tracce di cannabis e di un tranquillante, lo Xanax.

IL PROCESSO – In primo grado, davanti al gup di Milano, Giuseppe Vanore, il pm Ester Nocera aveva chiesto una condanna a nove anni e quattro mesi per omicidio volontario, con la contestazione del dolo eventuale, ossia dell’accettazione del rischio dell’evento. Il giudice, però, lo aveva condannato a 4 anni e otto mesi di reclusione per omicidio colposo, aggravato dalla colpa cosciente, ovvero della possibilità di prevedere l’evento. Il pm Nocera ha fatto ricorso contro la derubricazione del reato e quindi contro la condanna di primo grado ritenendola troppo mite, così come hanno fatto i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Simone Zancani e Guido Simonetti.

LA CONDANNA – Mercoledì la prima Corte d’Assise d’appello (presidente Maria Luisa Dameno) lo ha condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario, anche se lo stesso rappresentante della Procura generale aveva chiesto la conferma del primo grado. Quello che si è concluso oggi era un processo di secondo grado in rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, e i giudici sono partiti quindi dalla pena di 21 anni – caso davvero raro per un «omicidio stradale» – poi ridotta per il rito. Mega, che aveva trascorso 6 mesi in carcere per l’omicidio, era già stato condannato a 4 mesi di arresto il 12 ottobre 2009, perché sorpreso a guidare, nell’estate del 2008, sotto effetto di alcol e cocaina.

Fonte: milano.corriere.it

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