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Mobilitazione nazionale della polizia municipale contro decreto ‘Salva Italia’

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Oggi la prima delle due giornate di protesta indette dal sindacato unitario di categoria. Da troppi anni manca una legge organica di riforma.

 


Si svolgerà a Roma, davanti a Montecitorio, la prima delle due giornate di mobilitazione nazionale della polizia municipale, la seconda è in programma il giorno 23, indette dal Sulpm all’indomani della tragica morte del vigile urbano di Milano, Nicolò Savarino, investito mortalmente da un Suv il 12 gennaio.

Per l’intera categoria l’omicidio del collega ha rappresentato una sorta di casus belli della protesta montata dopo l’ennesima discriminazione perpetrata a dicembre dal governo Monti in seno alla manovra “salva Italia” e seguita ai provvedimenti penalizzanti del pubblico impiego attuati dall’ex ministro Brunetta.

 

L’aricolo 6 al decreto legge 201 del 2011 prevede, infatti, l’abrogazione per i pubblici impiegati e tali sono, per le norme vigenti, gli agenti ed ufficiali di Polizia Locale in Italia, degli istituti “dell’accertamento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata”, disposizione che non si applica al personale appartenente al comparto sicurezza e difesa (Polizia di Stato, Finanza, Carabinieri, Polizia Penitenziaria, ecc.) nonché al comparto soccorso pubblico.

 

La polizia locale continua a pagare l’annosa inerzia del legislatore che non riesce a varare una legge organica di riforma, che da troppi anni giace in Parlamento, che definisca la posizione e le qualifiche della categoria e ne riconosca l’attuale ruolo svolto al servizio della collettività, la funzione di controllo del territorio e di tutela della sicurezza dei cittadini, parimenti alle altre forze dell’ordine.Ma l’abolizione dell’equo indennizzo e della causa di servizio è, come si diceva, solo l’ultima delle incomprensibili ed eclatanti differenze giuridiche ed economiche – sostiene il sindacato unitario – previste per operatori che svolgono lo stesso lavoro. A causa di un’interpretazione peggiorativa del criptico articolo 24 del contratto nazionale degli Enti Locali gli operatori di polizia locale sono costretti a lavorare nei giorni festivi infrasettimanali (Natale, Santo Stefano, Capodanno, l’Epifania, Ferragosto).

 

Senza alcuna remunerazione e, per la scure abbattutasi negli ultimi anni contro il pubblico impiego, subiscono la decurtazione dello stipendio per i primi giorni di assenza per malattia, un vero paradosso per chi svolge la maggior parte della propria giornata lavorativa per strada.Per l’occasione una delegazione di tutte le provincie pugliesi si sta organizzando per raggiungere la Capitale, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, e portare la testimonianza e il sostegno dei comandi di polizia locale di Puglia.

 

Fonte: www.lecceprima.it

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