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Scoperta a Venezia dalla Polizia Municipale una casa di appuntamenti

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E’ stata denominata “operazione Giorgione”, dal nome dell’omonimo cinema veneziano che veniva dato ai potenziali nuovi clienti, reperiti tramite annunci sui giornali  o in internet, come punto di riferimento per arrivare al bilocale al pianoterra situato al civico 4651 di Cannaregio, proprio dietro a campo Santi Apostoli.

 

Un appartamento in cui da alcuni mesi  era stato organizzato, ad insaputa del proprietario, da una quarantacinquenne colombiana, residente in Spagna, un fiorente giro di prostitute, debellato ieri, dopo settimane di indagini e appostamenti, dagli uomini della Sicurezza Urbana della Polizia Municipale. I particolari dell’operazione sono stati resi noti questa mattina, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte, tra gli altri, il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche sociali, Sandro Simionato, il vicecomandante della Polizia Municipale, Gianni Paganin, il responsabile del Servizio Sicurezza urbana del Corpo,  Gianni Franzoi, gli operatori del Servizio di Protezione sociale, Claudio Donadel e Cinzia Bragagnolo.

 

L’inchiesta è partita nello scorso mese di ottobre quando il team congiunto antiprostituzione, formato da agenti della Polizia Municipale e da operatori dei Servizi sociali, che monitora costantemente il fenomeno, ha rilevato la presenza massiccia di annunci sui giornali che pubblicizzavano una casa di appuntamenti a Venezia, che dopo opportune ricerche, è stata individuata e sottoposta a sorveglianza. L’indagine ha così rilevato che in questo periodo hanno svolto la loro attività nove donne, comprese tra i 25 ed i 40 anni, otto di nazionalità brasiliana e una rumena, che venivano reclutate dall’affittuaria dell’appartamento, a Siviglia, in gran parte nel mondo dei night club, e venivano quindi turnate, a coppie, con cadenza mensile.

Lucciole “di alto bordo”, con compensi dai 100 euro in su, con clienti facoltosi della media e alta borghesia cittadina, nonché anche qualche turista. Un giro d’affari stimato, per gli ultimi sei mesi, in almeno 150.000 euro complessivi, stroncato con l’irruzione degli agenti avvenuta la scorsa notte, mentre nella casa le due prostitute brasiliane “del mese” erano appartate con alcuni clienti. La quarantacinquenne colombiana è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, mentre le due ragazze sono state una aiutata a rientrare nel suo Paese e l’altra, con un permesso di soggiorno spagnolo, lasciata libera di restare nel nostro territorio.

All’appartamento sono stati invece posti i sigilli essendo stato disposto il suo sequestro preventivo.

 

“Le indagini – ha spiegato Simionato – però continuano per capire se esistono altre ramificazioni: il sospetto è che ci sia dietro una organizzazione criminale internazionale ramificata, che voglia estendere la sua attività, che potrebbe essere legata non solo alla prostituzione, nella nostra città. E’ quindi importante che la collaborazione tra la Polizia Municipale gli operatori dei nostri Servizi sociali, che sta dando davvero buoni frutti, continui.”

 

Fonte: www.comune.venezia.it

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