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Sparatoria a Milano, il vigile urbano indagato per eccesso colposo di legittima difesa

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Il fascicolo aperto dal pubblico ministero Roberto Pellicano sicuramente sarà l’inizio di un’indagine molto complessa, che vede come protagonisti a Milano diversi soggetti.

C’è il vigile urbano che è indagato per eccesso colposo di legittima difesa, che ha sparato e ucciso un uomo, c’è la vittima e un complice che è fuggito e che non si riesce a trovare.

La procura e i vertici della sicurezza stanno cercando di comprendere come siano andati realmente i fatti nel pomeriggio di lunedì 13 febbraio.

 

La vicenda ha coinvolto Alessandro Amigoni, trentaseienne, che si occupa di scovare gli ambulanti non regolari. L’uomo ha sparato un colpo con la sua Beretta 92, uccidendo Marcelo Valentino Gomez Cortes, cileno di 28 anni. A questo punto il compito degli inquirenti è quello di cercare di capire se il vigile urbano ha sparato per difendersi da eventuali colpi sparati dal complice di Gomez, visto che la vittima, in fuga su una Seat Cordoba blu, era disarmata.

 

Non è il primo caso nel capoluogo lombardo che coinvolge i vigili urbani. Lo scorso 13 gennaio Nicolò Savarino fu ucciso da un Bmw X5 dopo essere stato trascinato per 300 metri per strada, un caso sul quale si sta ancora indagando, e il 31 gennaio due agenti della polizia municipale spararono alle ruote di due ladri in fuga.

 

La cronaca di Lunedì 13 febbraio

Nuovo episodio di violenza a Milano. Nel pomeriggio di lunedì, poco prima delle 15 in via Orbetello, una traversa di via Palmanova in zona Crescenzago, è avvenuta una sparatoria tra due ragazzi stranieri e i vigili che ha causato la morte di un diciannovenne di origine cilena. I ragazzi stavano scappando in auto da una pattuglia dei vigili urbani che hanno intimato l’alt, poi al Parco Lambro sono scesi per continuare la fuga a piedi. È stato allora che uno dei due ragazzi ha estratto una pistola e i vigili hanno sparato, colpendo l’altro ragazzo disarmato. Sul posto sono arrivati i soccorsi che hanno tentato inutilmente di rianimare il ragazzo.

Un episodio che ha scosso la città di Milano, ancora sotto choc per la morte di Nicolò Savarino, il vigile urbano travolto e ucciso da un Suv lo scorso 12 gennaio.

Secondo la prima ricostruzione i vigili erano intervenuti per la segnalazione di una rissa in via Crescenzago: arrivati sul posto hanno visto un’auto in contromano che cercava di fuggire cercando anche di speronare la loro vettura.

Dopo l’inseguimento in auto, i due avrebbero abbandonato l’auto e hanno iniziato a correre nei giardini del Parco Lambro per sfuggire ai vigili. A quel punto uno dei due ha estratto la pistola contro il vigile che lo inseguiva e che ha esploso un colpo di pistola, colpendo però l’altro ragazzo.

Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine e i soccorritori che hanno prima tentato di rianimare il diciannovenne sul posto per poi trasportarlo all’ospedale San Raffaele dove è deceduto. Al momento si cerca ancora l’altro fuggiasco, che ha ancora con sé la pistola.

 

Fonte: www.fattidicronaca.it

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