Questo articolo è stato letto 0 volte

Milano – ‘Non c’era nessuna pistola’. Vigile indagato per omicidio volontario

vigili_polizia_locale_zona_delimitata

Smentito dalla sua pattuglia. Il proiettile è entrato dalle spalle

 

Dal limbo all’inferno. Nel giro di nemmeno 24 ore la posizione di Alessandro Amigoni si è terribilmente aggravata. Alessandro Amigoni, 36 anni, è il vigile che lunedì pomeriggio ha ucciso con un colpo di pistola un cileno di 28 anni che stava fuggendo al parco Lambro. «Aveva una pistola e gli ho sparato», aveva spiegato.

Il pubblico ministero che conduce l’inchiesta, Roberto Pellicano, ha trasformato l’accusa da omicidio colposo per eccesso di legittima difesa a omicidio volontario con dolo eventuale. «Atto dovuto», ha spiegato il procuratore della Repubblica Edoardo Bruti Liberati, «a garanzia della difesa per poter effettuare tutti gli accertamenti con avvocato e periti che possono così seguire gli atti dell’indagine».

 

Quali sono gli elementi che hanno convinto il magistrato a cambiare idea e ad emettere un provvedimento che potrebbe essere l’anticamera dell’arresto dell’agente della polizia locale? Dalle bocche sigillate di procura e squadra Mobile filtra qualche indiscrezione. La prima: Marcelo Valentino Gomez Cortes, 29 anni a settembre e padre di due figli di 5 e 7 anni, è stato centrato da un colpo di pistola entrato dalla scapola sinistra e fuoriuscito dal capezzolo. Una certezza dei medici che lo hanno visitato in ospedale e che dovrà essere certificata domani dall’autopsia.

Seconda indiscrezione: mentre Alessandro Amigoni veniva sentito in procura e spiegava di aver sparato perché la persona che inseguiva si era voltata impugnando una pistola, i suoi tre colleghi interrogati in questura fornivano una versione diversa. In pratica i tre agenti municipali hanno messo nero su bianco di non aver visto nessuna arma in mano a uno dei due banditi in fuga. Elementi che hanno ribaltato la posizione di Amigoni ora accusato di un reato gravissimo per il quale si potrebbero aprire le porte di San Vittore: omicidio volontario.

 

Il legale del vigile, Gian Piero Biancolella, dice di escludere l’ipotesi che il suo cliente possa essere arrestato e sostiene «la putatività della legittima difesa», e cioè che l’agente abbia percepito di essere in pericolo anche se non lo era realmente. «Mi spiace che sia circolata quella foto tratta dal suo profilo Facebook», dice l’avvocato riferendosi all’immagine che ritrae Amigoni con un fucile giocattolo tra le mani.

C’è anche un presunto testimone oculare della sparatoria, che ieri al Tgcom 24 ha raccontato di aver visto chiaramente che i due uomini in fuga non erano armati e di averne sentito uno gridare all’agente: «Non sparare, non facciamo niente». L’uomo racconta poi che l’inseguimento a piedi sarebbe durato circa un minuto, circostanza ritenuta però assai poco plausibile. Nel frattempo il comandante dei vigili, Tullio Mastrangelo, ha disposto il trasferimento di Alessandro Amigoni dal nucleo che si occupa di abusivismo commerciale a un incarico amministrativo senza avere a disposizione un’arma.

 

Le indagini della squadra Mobile aggiungono altri tasselli al puzzle. Tutte le immagini di telecamere lungo il tragitto ricostruito dagli investigatori sono state acquisite. Come sono una certezza le foto scattate dalla polizia scientifica: il corpo di Marcelo Valentino Gomez Cortes steso a terra a fianco della portiera destra della Seat Cordoba blu con targa spagnola sulla quale viaggiavano i fuggitivi. Una prova, questa, del fatto che il cileno non ha avuto nemmeno il tempo per fuggire a piedi.

Un altro elemento utile a definire il comportamento dell’agente dell’Unità Operativa contro l’abusivismo e la contraffazione commerciale verrà dalla perizia balistica. I tecnici dovranno stabilire, tra le altre cose, da che distanza è stato esploso il colpo mortale. Ieri sera i tre vigili che erano in auto con Alessandro Amigoni (e che lunedì erano già stati interrogati in questura) sono stati convocati in procura. Il pubblico ministero Roberto Pellicano ha voluto interrogarli di persona.

 

Guarda il video

 

Guarda la fotogallery

 

Fonte: milano.corriere.it

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *