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ASAPS: i beni dei pirati della strada vanno sequestrati

Insieme ad altre, l’Associazione sostiene la necessità di inasprire le pene per chi provoca un incidente e poi fugge

L’Associazione sostenitori amici della polizia stradale (ASAPS), in collaborazione con quella dei Familiari delle vittime della strada e con altre, ha varato un’iniziativa che si propone di inasprire le pene per i pirati della strada e di arrivare al sequestro dei loro beni a favore delle vittime.

PENE TROPPO LIEVI – L’idea si basa sulla constatazione, purtroppo vera, che assai spesso chi provoca un grave incidente stradale e poi fugge senza prestare soccorso alle vittime viene condannato a pene detentive lievi e a risarcimenti ridicoli in rapporto alla gravità della colpa e delle sofferenze che ha provocato. E se si pensa che a fronte di una diminuzione complessiva nel numero dei sinistri stradali si assiste a un aumento esponenziale di quelli provocati dai pirati, passati dai 482 del 2009 agli 852 nel 2011 (con 127 morti e 995 feriti l’anno scorso), si può concludere che le preoccupazioni e gli allarmi dell’ASAPS e delle altre associazioni sono condivisibili. “Circa il 70% dei pirati della strada – ha dichiarato Roberto Rocchi, consigliere dell’ASAPS – viene identificato entro 10-15 giorni. Il 35% agisce sotto l’effetto di alcol o droga, il 25% è di nazionalità straniera. Le regioni che vedono il maggior numero di casi sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio”.

SERVONO LE AGGRAVANTI – Riguardo all’eseguità delle pene, l’avvocato Gianmarco Cesari, legale dell’Aifvs, ha dichiarato: “Parto da una sentenza del Tribunale di Roma sull’investimento mortale di un ciclista avvenuto nel 2008, il cui responsabile è stato condannato a tre mesi di reclusione per omissione di soccorso e a 500 euro di risarcimento alla parte civile. C’è grande indignazione sociale rispetto a questo reato, ma le aule di giustizia non sembrano rispondere. In linea generale si tende ad applicare il minimo della pena. C’è un disegno di legge che modifica il Codice Penale che giace indiscusso alla Camera dal marzo 2010. Occorre accelerare l’iter legislativo. Serve un decreto legge che preveda l’aggravante per una serie di violazioni del Codice della Strada che noi abbiamo identificato in base a uno studio del professor Dario Vargi dell’Università di Firenze. In questi casi specifici chiediamo di triplicare la pena. Se invece per l’omissione di soccorso si prevedesse la confisca del patrimonio personale – ha consluso Cesari – sono convinto che il fenomeno si ridurrebbe di molto”.

GIÀ AL SENATO – L’iniziativa congiunta, per la quale è stato coniato lo slogan “Togliamo la bandana ai pirati della strada”, è già arrivata al senato, dove è stata illustrata al vice-questore aggiunto Giandomenico Protospataro da Pina Cassaniti, presidente Aifsv, dal consigliere Rocchi e dall’avvocato Cesari. Inoltre, si sono tenuti incontri sull’argomento anche a Milano, Firenze e Forlì, con due obiettivi: sensibilizzare cittadini e istituzioni sul fenomeno dei pirati della strada e fornire uno strumento per portare la loro identificazione al 100%.

Fonte: www.sicurauto.it

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