Questo articolo è stato letto 14 volte

‘I vigili urbani non devono fare i Rambo’

agenti_polizia_locale

Granelli: accelerare sulla riorganizzazione del Corpo. Ma il caso Amigoni non c’entra

 

Rambo non può essere il modello dei vigili. La giunta è pronta a fare una riflessione sul ruolo dei ghisa e sul punto di partenza non ci sono dubbi. «Non solo il vigile non è Rambo – sottolinea l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli – ma non deve neppure occuparsi in prima battuta di ordine pubblico, semmai vi partecipa sotto il coordinamento della polizia e dei carabinieri. Stiamo definendo un progetto di riorganizzazione del Corpo con il potenziamento dei vigili di quartiere. Nel contesto di questa riorganizzazione andremo a chiarire e a precisare meglio anche il ruolo e la funzione della polizia locale».

 

Granelli non entra nel merito dell’inseguimento al parco Lambroe dell’uccisione del giovane cileno («Le indagini accerteranno dinamica e responsabilità»), ma allarga l’orizzonte al futuro del corpo dei vigili e lo immagina sempre più al servizio della città e sempre meno aderente agli indirizzi dettati dalla precedente amministrazione. Il sindaco, Giuliano Pisapia, conferma a distanza. «Rifletteremo su quello che sono il ruolo e la funzione dei vigili – dice – dando agli agenti tutto il necessario per fare il loro dovere ma soprattutto creando le condizioni migliori affinché possano essere veramente al servizio di tutta la città». Secondo Pisapia, «bisogna andare al di là delle polemiche perché quando succedono fatti così tragici bisogna trovare il modo, tutti insieme, di costruire un’alternativa a situazioni difficili e impedire che avvengano in futuro». Le polemiche però non si fermano. «Il ruolo e la funzione dei vigili – attacca l’ex assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato – sono stabilite da leggi e normative che Pisapia e compagni non possono cambiare se non in Parlamento.

La giunta è in stato confusionale e la sinistra radicale vuole stravolgere il ruolo dei vigili facendoli diventare assistenti sociali». Il Pdl chiede un consiglio straordinario sulla sicurezza: «Ogni giorno a Milano ci sono brutte sorprese», incalza Carlo Masseroli. Il centrodestra accusa la giunta di aver «smantellato la rete di sicurezza», la maggioranza nega. Ma le posizioni nella coalizione sono variegate e oggi si confronteranno nella commissione presieduta da Mirko Mazzali (Sel), che proprio ieri ha provocato malumori con un’intervista ad Affari italiani sull’opportunità che i vigili abbiano la pistola. «Personalmente preferisco che facciano i vigili di quartiere, svolgano controlli nei cantieri e sul lavoro nero, sull’ambiente – ha dichiarato l’avvocato – Se devono inseguire le macchine in strada allora è giusto che abbiano la pistola. Ma questo è meglio se lo fa la polizia».

 

Replica a stretto giro di mail dal Pd. «Pensare di disarmare gli operatori della polizia locale – sostiene il gruppo in una nota – non è opportuno e non pertinente al periodo storico che stiamo vivendo. Tra l’altro la dotazione dell’arma del Corpo è disciplinata dalla normativa vigente». Il Pd conferma «piena fiducia nei confronti del corpo di polizia locale» e «ritiene le strumentalità messe in campo dall’opposizione fuori luogo». E aggiunge: «Altre esternazioni sono frutto di eccessiva emotività e di natura ideologica». Per il Pd interviene anche il consigliere Gabriele Ghezzi, ex sindacalista della polizia e oggi vicepresidente della commissione Sicurezza, per sottolineare che «le facili speculazioni non servono» e per ricordare che «la sicurezza dei cittadini è un dovere per qualsiasi amministrazione pubblica». Luca Gibillini, consigliere di Sel, segnala invece che il tema «non è armare o disarmare i vigili». «Se l’arma è per legittima difesa è un conto – argomenta Gibillini – ma esistono ancora nuclei che si portano dietro attitudini di decoratiana memoria che sono della polizia di Stato».

 

Fonte: milano.corriere.it

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *