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Roma – Asfalto di sangue, ottomila incidenti. Centinaia dovuti a segnaletica errata

Il Comune ha impegnato solo il 2 per cento delle multe per rinnovare le informazioni on the road, il 10,5 in meno del previsto.Circa due terzi dell’introito ricavato dalle contravvenzioni viene reinvestito sul trasporto pubblico locale.

Più di mille incidenti mortali e circa settemila feriti gravi negli ultimi cinque anni sulle strade romane. Di questi, diversi sono stati causati da una segnaletica stradale, vecchia, stravecchia, errata, scolorita, pericolosa e ingannatrice. 

Eppure i soldi necessari per rimetterla in sesto, nelle casse del Comune ci sono eccome, almeno sulla carta. Secondo quanto stabilito dalla legge, articolo 208 del Codice della strada, un parte degli introiti delle multe devono essere destinati proprio al rifacimento e alla manutenzione della segnaletica. I numeri parlano chiaro, la capitale ha incassato tra il 2007 e il 2010 più di un miliardo di euro ma ha impiegato solo il 2 per cento, contro il 12,50 per cento previsto dalla legge, per il rinnovamento della segnaletica. In parole povere, il Campidoglio avrebbe dovuto investire sulla cartellonistica stradale circa 90 milioni di euro mentre in realtà ne risultano spesi solo 20 milioni, neanche un terzo. 

Stando ai dati forniti da un’indagine condotta dalla Fondazione Luigi Guccione e dall’Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente sulle contravvenzioni, il Comune non rispetta una legge che favorirebbe il rispetto della sicurezza stradale e andrebbe a ridimensionare la pericolosità delle strade romane. 

Ma dove finisce, invece, tutto il denaro? E’ presto detto, circa due terzi dell’introito ricavato dalle multe ai romani viene reinvestito sul Trasporto pubblico locale, metro e bus e sulle agenzie a esso collegate. Si parla del 65 per cento del ricavo totale, ovvero 

711 milioni di euro in cinque anni.

“I soldi spesi a Roma per il trasporto pubblico incassati dalle multe – spiega Giuseppe Guccione, presidente della omonima Fondazione – non hanno inciso sul miglioramento del servizio come sanno bene i romani. Ma lo stesso articolo 208 del codice della strada non prevede di utilizzare soldi delle multe per metropolitane e bus che hanno, invece, altri canali di finanziamento”.

Il fatto che a Roma le risorse disponibili siano impiegate in modo poco efficace può contribuire a spiegare perché il tasso di riduzione di mortalità dell’Italia colloca il nostro paese all’undicesimo posto tra le quindici nazioni dell’Unione europea. 

“L’Italia e così la sua capitale – continua Guccione –  è un paese dove i cittadini spendono molto in multe e contravvenzioni, ma allo stesso tempo è il paese in cui meno di tutti si riesce a reinvestire quel denaro in opere di pubblica utilità e soprattutto di pubblica sicurezza. Purtroppo dai dati emerge che c’è una scarsa consapevolezza sulla questione della sicurezza delle strade”.

Fonte: roma.repubblica.it

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