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Autovelox a 200 km/h? Guidava mia nonno

A Pisa, negli ultimi tre anni, ben 125 multe per eccesso di velocità a over 70. C’è puzza di bruciato.

A Pisa e dintorni, negli ultimi tre anni, ben 125 multe per eccesso di velocità a over 70 sulle Provinciali e sulla Firenze-Pisa-Livorno. I proprietari di altrettante vetture, infatti, ricevuta a casa la multa con il taglio di punti delle patente o la sospensione della stessa (dopo essere stati pizzicati dagli autovelox), hanno incolpato i nonni: erano loro alla guida delle macchine, e quindi proprio ai vecchietti vanno sottratte le licenze. Il sospetto è che gli anziani si siano offerti per coprire le colpe dei nipoti, evitando che i ragazzi dal piede pesante perdano punti della patente: i nonni che s’immolano per i giovani.

OLTRE 22.000 – “Negli ultimi tre anni abbiamo registrato una media di 22.000 superamenti del limite di velocità sulle strade provinciali e sulla Fi-Pi-Li che hanno comportato la sospensione della patente – racconta il comandante della Polizia provinciale di Pisa, Daniele Serafini -: 125 sanzioni sono state pagate da ultrasettantenni, che non erano proprietari dell’auto, ma che si sono dichiarati alla guida del veicolo. Di questi ben 93 hanno un età compresa tra i 70 e gli 80 anni, e 30 da 81 a 90 anni”.

COSA DICE LA LEGGE – È l’articolo 126-bis del Codice della strada a prescriverlo: la comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione. Ossia, in caso di contestazione immediata, il guidatore subirà il taglio di punti o la sospensione della patente. Ma nel caso di mancata identificazione del guidatore (quando la multa arriva a casa del proprietario dell’auto, con la contestazione differita), il proprietario stesso deve fornire all’organo delle Forze dell’ordine, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della violazione. Il proprietario deve cioè dire chi guidava. Ed ecco che i nipoti di cui sopra hanno la possibilità di comunicare il nome dei nonni.

REATI DI FALSO – È però scontato che non si debba mentire, indicando una persona che non era alla guida: in questo caso, il nipote-proprietario e il nonno-guidatore fasullo commettono reato di falso, punito dal Codice penale. È vero che le Forze dell’ordine non controllano quasi mai se sia stato detto il vero; ma in passato è già capitato che – in casi estremi – sia scattata la denuncia per reato di falso. In particolare, un paio di volte, i nonni sono stati “accusati” di essere sfrecciati sotto il Tutor o davanti a un autovelox, in moto, a 200 all’ora.

L’ALTERNATIVA – E comunque, se proprio non ci si ricorda il nome del guidatore (senza giustificato motivo), anziché comunicare i dati di un falso trasgressore, si può pagare una multa supplementare di 269 euro. Così nessuno perderà i punti della patente e non si rischiano denunce penali.

Fonte: www.sicurauto.it

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