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Napoli – I vigili vanno a consegnare un decreto di dissequestro ma trovano nuovi abusi

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La polizia municipale va a consegnare il decreto di dissequestro per una storia di abusi e scopre che nella stessa area era stata edificata una struttura abusiva.


Accade in vico Due Porte all’Arenella dove, informa un comunicato della polizia municipale “una lunga e complessa storia di abusi edilizi si nasconde dietro l’edificazione di un mega complesso ricreativo”. Si tratta di una struttura che comprende piscine, solarium, ristorante e bar, e che si estende su di un’ area di circa 20.000 metri quadrati. Un fondo agricolo sul quale, nel corso degli anni, la Polizia Municipale ha riscontrato abusi edilizi di varia natura, puntualmente segnalati all’ Autorità Giudiziaria, che hanno comportato uno sconvolgimento del profilo del fondo agricolo attraverso la realizzazione di terrazzamenti.

 

Nell’ ultimo intervento effettuato, il personale del “Nucleo Beni Culturali”, diretto dal tenente Agostino Acconcio, con il supporto di agenti in servizio presso la Procura di Napoli, ha sequestrato un manufatto abusivo destinato a civile abitazione, edificato senza alcun permesso a costruire e senza autorizzazione della Sopraintendenza, necessaria visto che l’ area ricade nel perimetro del parco regionale metropolitano delle colline di Napoli.

 

Gli agenti della Municipale si erano recati nel complesso per dare esito al dissequestro di alcuni immobili ma, dal momento che la struttura era stata oggetto in passato di numerosi interventi da parte del nucleo antiabusivismo, avevano ritenuto opportuno effettuare una ricognizione globale dell’ area. E così, nel corso del sopralluogo, la Municipale ha scoperto che, sul lato posteriore all’area bar-ristorante, in una zona ben occultata e di difficile accesso, era stato edificato un immobile, di recente realizzazione, di circa 70 metri quadri innalzato su una base di cemento di 200 metri quadri.

Secondo il comunicato della polizia municipale “l’ interno dell’abitazione, tre vani e accessori, è rifinito e arredato. Ed è abitato da un cittadino togolese, con regolare permesso di soggiorno, sedicente socio del proprietario dell’ intera struttura. Nel corso del medesimo intervento gli agenti hanno anche accertato che un manufatto in tufo, situato a valle delle piscine presenti nel comprensorio, già oggetto di sequestro alcuni anni fa, era stato completato, violando i sigilli, e trasformato in bagno turco.

Riscontrati questi illeciti la Polizia Municipale ha posto sotto sequestro sia il manufatto in tufo che l’immobile costruito ex novo, trasmettendo la comunicazione di reato alla competente Autorità Giudiziaria.

 

Nella proprietà insistono altre opere edili, tra cui l’abitazione del possessore del bene, che sono state sequestrate nel corso degli anni. Al termine di un procedimento giudiziario, il giudice monocratico aveva emesso un’ ordinanza di dissequestro per le opere abusive realizzate prima del 2005 ma, siccome all’ atto dell’ intervento, gli agenti hanno riscontrato un’ evoluzione dei lavori successiva a quell’ anno, il dissequestro non è potuto avvenire, fatta eccezione per un’ abitazione rurale ristrutturata.

Solo questo edificio è stato riconsegnato al proprietario, su di esso grava comunque un’ ordinanza del comune che prevede l’ abbattimento per le costruzioni abusive.

 

“Già nel luglio 2009 – sottolinea la nota ufficiale – gli uomini del generale Sementa avevano sequestrato il complesso ricreativo, circa 300 metri quadrati attrezzati con solarium, ristorante, bar e piscine (aperte a pubblico previo pagamento biglietto d’ ingresso): tutto abusivo sia sotto il profilo edilizio che amministrativo. Sempre nel 2009 con un’ ordinanza comunale venne vietata la prosecuzione dell’ attività destinata al pubblico, ma dopo pochi mesi, nel 2010, gli agenti intervennero per contestare una violazione di tale ordinanza. Nel dicembre 2011 un nuovo intervento del nucleo antiabusivismo della Municipale che mise sotto sequestro un’ ulteriore area terrazzata in cui era stato effettuato uno sbancamento di circa 4 metri di profondità e di 50 metri di lunghezza, finalizzato alla costruzione di una piscina olimpionica, con annesso un volume interrato destinato, presumibilmente, ad uso tecnico. Per finire, ultimi in ordine cronologico, i controlli di questi giorni che hanno portato al sequestro delle due costruzioni.

 

Fonte: www.ilmattino.it

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