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Vigili, “Una mazzetta e niente multa. Ormai sono Mister 1000 euro”

Si allarga lo scandalo nella polizia municipale, ora gli indagati sono sei. Nuove denunce: “Dopo i controlli fanno capire di poter stracciare il verbale in cambio di un regalo”. Un agente racconta: “Troppe tentazioni”.

A Trastevere, in quel dedalo di stradine e vicoletti che la movida romana accende ogni sera, c’è chi li chiama i “vigili Mille euro”. “Una bella mazzetta e loro aggiustano, aiutano ed estorcono soldi per chiudere un occhio”, sussurra un negoziante che si affretta a pregare: “Per carità non metta il mio nome”. Ma con sicurezza racconta però come quel chioschetto di fiori di un pakistano poco distante “se voglio con tremila euro, lo faccio spostare da un’altra parte”.

In questa antica parte della città al di là del Tevere, i soprannomi nascono in fretta e ti rimangono appiccicati addosso. Per sempre. A spiegare chi sei, in quale modo vivi. Oggi però che la brutta storia di taglieggiamento e ricatti si è appena abbattuta sul corpo dei vigili urbani di Roma capitale (sono cinque quelli indagati dalla procura per concussione, mettendo a rischio anche la carica del comandante del corpo Angelo Giuliani, nei confronti del quale però non è stato aperto alcun fascicolo) in pochi hanno voglia di parlare. I negozianti fanno spallucce e “sì è vero gira voce che ci sono delle mele marce, ma alla fine la corruzione c’è sempre stata”.

Dina Nascetti, presidente di “Vivere Trastevere”, comitato di residenti e commercianti, a stare zitta però proprio non ci pensa. “Alcuni vigili, qui in zona, li hanno ribattezzati “Mr. Mille euro” – afferma – Più di una persona con me si è lamentata. La titolare 

di un’attività, ad esempio, mi ha raccontato che si sono presentati due agenti municipali con una multa di 10.000 euro. Lei l’ha contestata. Dopo 20 giorni, gli stessi, si sono riaffacciati: “Non l’abbiamo ancora verbalizzata questa multa… che facciamo signora?” Lei ha denunciato tutto al comando dei vigili. Ma lì, la risposta è stata secca: “Impossibile, avrà capito male”.

La presidente di “Vivere Trastevere” parla di collusione con gli uffici del I municipio, la ex circoscrizione che governa tutto il centro storico, un’area complessa da gestire grande come tutta Firenze. “Certi permessi di occupazione di suolo pubblico o di cambiamento di destinazione d’uso non potrebbero essere dati con tanta facilità se non c’è qualcuno al Comune che li approva”, continua Dina Nascetti. Una tesi avvalorata anche dalla decisione del Campidoglio, che ieri, in piena bagarre, ha trasferito in altri municipi 30 agenti e 11 amministrativi. Otto sono impiegati dell’ufficio tecnico e 3 quelli che lavoravano in quello dedicato al Commercio. “I controlli nei locali sono pochissimi, le multe elevate – spiega la presidente dell’associazione – non si sa che fine fanno. So che giacciono ancora 5 milioni di multe inevase. Un danno enorme per l’erario e per tutti quelli che invece le regole le rispettano”.

Già, le regole. Ma c’è anche un’altra verità, scomoda, che spiega quanto sia difficile non farsi tentare, quanto sia duro resistere e dire no alle numerose “proposte” dei commercianti per non farsi multare o per avere una concessione in tempi record. “Lavoriamo per 1.400 euro al mese, millecinque con gli straordinari. Chi sta al I gruppo quotidianamente riceve pressioni ed è sottoposto a richieste allettanti per chiudere un occhio, per non fare multe, per poter occupare abusivamente uno spazio pubblico. Regali che arrivano al Comando, portafogli che ci vengono sventolati sotto il naso dai titolari di attività mentre facciamo sopralluoghi, telefonate di “potenti” per dimenticare la pratica in un cassetto. Credete che sia facile dire sempre no? Per carità non sto giustificando nessuno né ammettendo nulla. Ma noi per strada ci stiamo 12 ore al giorno, col freddo, la pioggia”. Sono quarant’anni che Mario, il nome è ovviamente di fantasia, lavora al I gruppo della polizia municipale. “Sapete cosa significa stare al I gruppo? Non c’è un ufficio del mio Comando in cui non sono stato: dall’amministrativa, all’investigativa. E stare in questa zona che governa non solo le aree più nobili – come piazza di Spagna, via del Corso, il Colosseo, piazza Venezia – ma passa attraverso i palazzi del potere, il Quirinale, la Camera dei Deputati, e arriva fino al confine col Vaticano, è tutt’altro che facile. Il mondo col quale noi, giorno dopo giorno, dobbiamo confrontarci è un mondo di potere. E di soldi. Tanti soldi”. Che fanno gola a chi, con 1.400 euro, non arriva a fine mese.

I tentativi di corruzione, negli anni, si sono manifestati nelle forme più varie: la mazzetta durante il blitz, il regalo costoso recapitato in ufficio, le telefonate di “amici” altolocati, una stecca di sigarette. “Uno dovrebbe andare in giro col registratore, ma questo non si può fare, quindi spesso e volentieri abbassiamo la testa, facciamo finta di non cogliere i tentativi di corruzione e contestiamo quello che c’è da contestare”. Però ci sono anche le mele marce, quelli che cedono. “È vero qualcuno può cedere, ma se ne assume le proprie responsabilità. Magari non fanno partire i provvedimenti, oppure invece ci sono quelli che le pratiche illecite le trasmettono al municipio che poi, di fatto, non fa scattare nessuna sanzione. La corruzione diciamo che sta un po’ ovunque”.

Fonte: roma.repubblica.it

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