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Alemanno: ‘Chi sbaglia, deve pagare’ e su Giuliani decisione congelata

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Nuovo incontro tra sindaco e comandante, via al nucleo ispettivo interno della polizia municipale. Varata la rotazione tra tutti gli impiegati degli uffici amministrativi.

 

“Come va comandante?”, chiede Alemanno. “E come vuoi che vada, stiamo combattendo”, replica a muso duro Giuliani. Ora di pranzo, studio del sindaco in Campidoglio. Lo scambio di battute che apre il primo incontro al vertice dopo giorni ad altissima tensione tradisce un clima non ancora del tutto sereno. L’inquilino di Palazzo Senatorio prova a rompere il ghiaccio per uscire dall’impasse, ma il capo dei vigili gli fa subito capire l’aria che tira: di arrendersi non se ne parla. E infatti nei 40 minuti di confronto, il capitolo dimissioni non verrà mai neppure sfiorato.

Una riunione volutamente operativa: allargata, fors’anche per evitare un drammatico faccia a faccia tra i due, al capo segreteria Antonio Lucarelli, al delegato alla sicurezza Giorgio Ciardi e al vicecapo di gabinetto Gianmario Nardi. Convocata per predisporre le contromisure necessarie a rilanciare l’azione della polizia municipale e della stessa amministrazione dopo lo scandalo tangenti. Prima fra tutte, l’istituzione di un servizio ispettivo interno al Corpo con il compito preciso di ricevere e valutare in tempo reale le denunce su eventuali mazzette o possibili scorrettezze commesse dai vigili. “Dobbiamo dimostrare che la polizia municipale non è tutta marcia”, avverte Alemanno.

È Giuliani il primo a parlare, offrendo un resoconto della riunione mattutina con i comandati dei vari gruppi, nella quale è stata messa a punto una complessa rotazione di tutti gli agenti tra i diversi municipi, peraltro “già avviata nel 2011 e prevista dal regolamento del corpo”, specifica il comandante. Spiegando come “già l’anno scorso abbiamo avvicendato circa mille persone su 5.500 operativi”. L’input era arrivato nel weekend dal sindaco in persona: “Serve per evitare situazioni incrostate e incancrenite”, preciserà più tardi Alemanno. “Vogliamo che i cittadini abbiano la certezza che non ci siano ombre e che non c’è alcuna cupola o copertura”. Tant’è che non riguarderà solo i vigili ma verrà presto estesa “a tutti i servizi comunali che hanno a che fare con il territorio: la rotazione serve a tenere svegli gli uffici e a fare in modo che ci sia sempre un rinnovamento delle funzioni e non far mai ristagnare i ruoli”. Su questo il sindaco non intende ragioni. All’insegna della tolleranza zero, “chi sbaglia deve pagare“, tuona. “Chiedo ai cittadini di denunciare con forza e di non avere paura perché grazie a loro potremmo individuare chi non si comporta bene”.

 

Ma servizio ispettivo e rotazione non sono le uniche contromosse decise per lustrare l’immagine della polizia locale appannata dall’inchiestatangenti. L’ultima, per la quale servirà più tempo perché più complessa, riguarda il “progetto di efficientamento” della municipale sul territorio. Significa maggiore visibilità delle divise e dunque più pattuglie in strada. Un piano che dovrà elaborare il Comando generale e poi sottoporre, al massimo entro una decina di giorni, al sindaco. Un test sul “cambio di passo” preteso da Alemanno: un altro esame per Giuliani. Certo non l’ultimo. E lui lo sa. “L’incontro è andato bene”, sospirerà uscendo dal Campidoglio. “Io la stima del sindaco non l’ho mai persa, ci tengo a dirlo, indipendentemente dalle mie qualità. Io faccio il comandante del Corpo e se non avessi più la sua stima farei un passo indietro”. La prova che il braccio di ferro è tutt’altro che finito. Tant’è che “noi siamo sempre sub judice del sindaco”, conclude amaro prima di andar via.

 

Fonte: roma.repubblica.it

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