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Francavilla F.: sospeso il comandante della polizia municipale

Il Comune ha avviato la sospensione del comandante della polizia municipale, Antonio Cito, dalle sue funzioni. La decisione, che sarà esecutiva quanto prima, giunge a seguito della notifica della nuova condanna a tre anni e tre mesi di reclusione, comminata in appello nell’ottobre dello scorso anno.

 Il comandante Cito, 55 anni, trasferitosi da circa un anno a Francavilla Fontana in mobilità da Martina Franca, era stato indagato nell’ambito dell’inchiesta sui “concorsi truccati” per l’assunzione di vigili urbani, che si sono svolti tra il 2001 e il 2003, quando era a capo dei vigili urbani di Andria.
La Corte d’appello di Bari ha ridotto nell’ultima sentenza la pena richiesta (quattro anni), ma ha confermato l’interdizione dai pubblici uffici per cinque. Intanto l’Amministrazione comunale fa quadrato intorno al capo della Municipale, sostenendo la tesi del suo reintegro in servizio, che potrebbe arrivare presto con la tanto attesa decisione definitiva del Consiglio di Stato.
“Abbiamo dovuto – spiega il vice sindaco Mimmo Bungaro – attivare il procedimento di sospensione del comandante della Polizia municipale in seguito alla notifica della condanna, in attesa dell’ultimo grado di giudizio. Ciò nonostante, siamo fiduciosi che il ricorso che egli ha presentato possa ribaltare la sentenza della Corte d’appello che oggi ci obbliga a procedere alla sospensione dal suo incarico. Spero che la sentenza definitiva arrivi quanto prima affinché Antonio Cito possa essere reintegrato al comando della Polizia locale, che ha ricoperto finora in modo egregio. Ci auguriamo che tutto si svolga nel più breve tempo possibile e che il comandante esca indenne da questa situazione.
A nome dell’Amministrazione, riteniamo che il comandante sia una persona per bene, speciale, squisita, capace, competente. Da quando ha operato a Francavilla Fontana, abbiamo misurato sul campo che ha dato una svolta a questo Comando, svolgendo il suo servizio con estrema competenza e professionalità, dimostrata peraltro anche alla dirigenza degli uffici dei Servizi sociali”.
Che la presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva sia un diritto assoluto è una questione inconfutabile, ma è altrettanto inconfutabile, a detta del Partito democratico, la necessità di etica pubblica da parte di chi è chiamato a ricoprire ruoli da espletare in nome e per conto della comunità.
Tommaso Resta, consigliere comunale del Pd, sollevò appunto la questione all’indomani della Marcia per la legalità del sette gennaio del 2011, ritenendo che l’Amministrazione comunale, una volta venuta a conoscenza della condanna in primo grado, avrebbe dovuto valutare quantomeno “ragioni di opportunità” in un periodo in cui, dopo due omicidi e una escalation criminale preoccupante, si discuteva di legalità con le più alte cariche dello Stato.
Dopo la condanna in secondo grado intervenne sulla questione anche Gianni Capuano, segretario cittadino dell’Udc: “Pur volendo esternare riprova di garantismo più totale, un amministratore attento, quale il sindaco, dovrebbe riflettere sulla opportunità o meno di continuare nella direzione intrapresa di non adottare alcun provvedimento”.
Poi l’esponente del partito di Casini si rivolse direttamente al comandante dei vigili urbani, invitandolo a dimostrare senso di responsabilità adeguato al ruolo che è chiamato a ricoprire, cioè di tutore e rappresentante della legalità, e valutare egli stesso le determinazioni finali da intraprendere. “La comunità francavillese guarda da sempre con molta attenzione al Comando di polizia municipale, come esempio e come baluardo di legalità sul territorio cittadino, e come tradizione storica reiterata nel tempo. Il comandante Cito sappia dare forma e sostanza a questa nostra realtà e con i suoi atteggiamenti continuità e credibilità”.

Fonte: mesagnesera.mesagne.me

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