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Reggio – ‘I vigili agirono rispettando la legge’

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Le motivazioni della sentenza sulla discussa vicenda, tre agenti della Municipale furono assolti dal tribunale.

 

Non ci fu abuso d’ufficio da parte dei tre vigili finiti a processo per la vicenda degli autovelox piazzati dalla polizia Municipale, il 18 marzo e il 18 giugno 2009 lungo la tangenziale. Il 30 novembre scorso, il collegio giudicante presieduto da Francesco Maria Caruso aveva assolto gli agenti Stefania Ferri, Fabio Brindani e Andrea Russo perché il «fatto non sussiste». Nei giorni scorsi sono state diffuse le motivazioni di quella sentenza d’assoluzione che il pm Luciano Padula ha già dichiarato di voler appellare. Ritenendo colpevoli i tre imputati, il pm aveva chiesto conanne a 8 mesi per Brindani e sei mesi per Russo e la Ferri.

 

Al contrario di quanto ritenuto dal magistrato inquirente, però, secondo il tribunale non sarebbe esistito un «ingiusto arricchimento» proveniente da quegli autovelox che per l’accusa erano stati collocati in un punto non visibile, tanto per il Comune di Reggio, quanto per gli agenti. «Le somme raccolte – è riportato nella sentenza – sono destinate a un fine pubblico».

 

Non vi sarebbe, poi, «l’ingiustizia del danno» in quanto – si specifica – i segnali che indicano il controllo elettronico hanno natura preventiva, cioé avvisano i conducenti che si deve rallentare. Ne conseguirebbe che chi non rallenta di fatto va a cercare il danno. «Si tratta di persone – si legge – che hanno violato i limiti di velocità, tenendo una condotta di guida pericolosa».

 

Sarebbe poi venuto a mancare il dolo intenzionale, poiché – si chiarisce nella sentenza – gli agenti si sarebbero attenuti alle disposizioni del loro comandante che aveva scelto la postazione, «facendo realizzare anche una piattaforma di cemento nel luogo in cui dovevano collocarsi per i servizi gli agenti».

«Il comandante dei vigili urbani Antonio Russo – si legge nella sentenza – ha assunto su di sè le responsabilità dei propri dipendenti, affermando che avevano obbedito a sue precise disposizioni, date per garantire la massima sicurezza per gli utenti».

 

E ancora: «La deposizione del comandante conferma la puntuale esecuzione di ordini da parte degli agenti imputati; che il posto prescelto dal comando per la collocazione dello strumento era l’unico in cui era possibile collocare lo strumento garantendo al contempo la sicurezza degli utenti e del personale oltre a consentire una proficua esecuzione del controllo».

 

«Il tribunale ha accolto integralmente la mia linea difensiva, sia sotto il profilo dell’assenza del dolo intenzionale sia sotto il profilo dell’elemento oggettivo» è stato il commento dell’avvocato Ernesto D’Andrea, difensore dei tre vigili.

A costitursi parte civile nel processo erano stati, tramite l’avvocato Edoardo Pozzi, otto automobilisti che avevano chiesto un risarcimento di circa 7mila euro.

 

Fonte: gazzettadireggio.gelocal.it

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