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Autovelox fisso non visibile: multa valida se c’è il cartello

Anche con un autovelox fisso non ben visibile, il verbale è valido, purché ci sia il cartello di preavviso: lo ha sancito la Cassazione

Con la sentenza 4067 del 13 gennaio 2012, depositata il 14 marzo, la seconda sezione civile della Cassazione esamina un caso molto particolare: un automobilista è stato infatti multato per eccesso di velocità da un autovelox fisso invisibile, segnalato però da un cartello di preavviso della postazione ben visibile. Secondo gli ermellini, la presenza del segnale è sufficiente a considerare il verbale in regola: non serve che l’autovelox sia invece invisibile.

PAROLA ALLA CORTE – La Cassazione ha così confermato le decisioni del Giudice di pace e del Tribunale di Paola (Cosenza) che avevano convalidato il verbale del 2009. Questo perché “la questione di cui si tratta non era stata sollevata: si faceva cenno soltanto alla scarsa visibilità dell’apparecchiatura, non alla mancanza di segnaletica che preavvisasse della eventualità di controllo elettronico della velocità in quella strada”. Né serve la contestazione immediata (fermare subito il trasgressore): la multa può anche arrivare a casa del proprietario della macchina. Infatti, spiegano i giudici, “l’impiego di apparecchiature di controllo elettronico (come esempio l’autovelox) che consentono la rilevazione dell’illecito solo in un tempo successivo esenta dall’obbligo della contestazione immediata”. Quindi, “l’attestazione del loro impiego, contenuta nel verbale di accertamento, costituisce valida ragione giustificatrice della mancata contestazione immediata”.

FACCENDA COMPLESSA – La Cassazione (non a sezioni unite) ha esaminato un caso specifico, interpretando sia le disposizioni di legge sia il Protocollo operativo degli autovelox (riassume diverse Circolari ministeriali, che però non hanno validità di Legge): “Le postazioni fisse di rilevamento della velocità possono essere rese ben visibili attraverso un’opportuna colorazione delle installazioni in cui sono contenute, ovvero attraverso la collocazione su di esse di un segnale di indicazione dell’organo operante conforme a quello riprodotta dall’art. 125 Reg. Esec. C.d.S. Le postazioni di controllo mobili possono essere rese ben individuabili ricorrendo, ove possibile, all’impiego di autoveicoli di servizio con colori istituzionali. In alternativa, quando sia utilizzato un veicolo di serie nella disponibilità della Pubblica Amministrazione, la visibilità della postazione può essere garantita con la collocazione sul veicolo o in corrispondenza di esso di un segnale conforme a quello previsto per le postazioni fisse, ovvero facendo uso di un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile”. C’è da dire che, se per una postazione fissa (il caso esaminato dalla Cassazione) può sembrare in effetti sufficiente la presenza di un cartello, per una postazione mobile le cose cambiano: anche l’autovelox e gli agenti e l’auto degli stessi devono essere ben visibili (articolo 43 del Codice della strada). Altrimenti, si ricade nell’ipotesi dell'”agguato” per fare cassa, anziché nell’opera di prevenzione per la sicurezza.

Fonte: www.sicurauto.it

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