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Polizia Locale Milano: il Nucleo Problemi del Territorio a Bellinzona. Importante riconoscimento internazionale per il lavoro svolto

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Importante riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dall’NPT.

 

Il Nucleo Problemi del Territorio sin dal 2005 collabora con la Polizia Cantonale del Ticino, in particolare con la Sezione R.C.P. (reati contro il patrimonio) della Polizia Giudiziaria presso la Procura di Lugano, nell’ambito di inchieste (alcune peraltro ancora in corso) avviate per l’identificazione e la cattura di rom rumeni e slavi provenienti da Milano e dai comuni dell’hinterland, che si sono resi responsabili di numerosi reati commessi in territorio elvetico, riparando successivamente in Italia con il bottino. Le inchieste riguardano prevalentemente i reati di furto in abitazione, rapina e truffa, tra cui anche il cosiddetto “rip deal”, attività criminosa alla quale sono risultati essere dediti anche i responsabili dell’omicidio del nostro collega Antonio Savarino.

 

Nel corso di questi 7 anni, oltre alle reciproche visite effettuate per motivi d’indagine, abbiamo avuto modo in più occasioni di ospitare delegazioni di Polizia di diversi Cantoni della Svizzera ed essere a nostra volta invitati a partecipare a conferenze, seminari ed incontri organizzati dalle autorità elvetiche, su tematiche inerenti il nomadismo; tra queste ricordiamo: la “Conferenza Intercantonale Nomadi” tenutasi a Bellinzona nel 2007, dove, semplici ospiti, siamo poi stati chiamati ad intervenire ed il “Seminario annuale di Polizia Giudiziaria” che si è svolto a Lugano nel dicembre del 2009, rivolto al personale in forza alla Polizia Giudiziaria del Cantone Ticino, nel corso del quale abbiamo presentato ed illustrato due articolate relazioni, in merito alla situazione generale degli insediamenti nomadi nel milanese ed alle attività di prevenzione e repressione dei reati connessi a questi fenomeni.

 

Il 9 febbraio di quest’anno siamo stati invitati alla “Conferenza RBT Nomadi di Bellinzona”, che con la nostra presenza e quella di rappresentanti della Polizia e della Gendarmeria francese, ha assunto per la prima volta carattere internazionale.

 

Tra i rappresentanti elvetici erano presenti al meeting il Prefetto del Cantone VAUD, le delegazioni di Polizia dei Cantoni Romandi (JURA, VAUD, VALLESE, FRIBURGO, GINEVRA E NEUCHATEL), di Berna e del Cantone Ticino, delle Guardie di Confine e di alcune Polizie Locali, tra cui quelle di Chiasso e Mendrisio. Le relazioni da noi esposte, che hanno fatto il punto della situazione sulla realtà milanese e sulle criticità presenti sul territorio ed hanno illustrato l’organizzazione del lavoro e l’attività svolta dal Nucleo Problemi del Territorio, sono state precedute il giorno prima da una visita dei rappresentanti di tutte le delegazioni a Milano, nel corso della quale sono stati accompagnati dai sottoscritti a visitare due degli insediamenti abusivi più popolati, ubicati all’estrema periferia di Milano.

 

Non è possibile in questa sede riassumere i contenuti delle tematiche e delle criticità, analizzate nel corso degli interventi che si sono succeduti nella conferenza, ma ci preme sottolineare che, ancora una volta, la nostra realtà è risultata così variegata e complessa da attirare l’attenzione dei nostri vicini d’oltralpe i quali, seppure in tono minore e con differenti sfumature, ne subiscono inevitabili riflessi.

 

La Svizzera, i cui nomadi locali, gli Janish, risultano soddisfacentemente integrati ed in ottima sinergia con la popolazione maggioritaria, è attraversata solamente in alcuni mesi dell’anno da carovane di nomadi provenienti dall’Italia (per lo più Sinti Lombardi e Piemontesi), dalla Francia, dalla Spagna (Evangelisti) e raramente da popolazioni slave; si tratta di comunità nomadi economicamente autosufficienti, in grado di anticipare una specie di “tassa di soggiorno” procapite e di versare 100 franchi svizzeri per ciascuna famiglia a titolo di cauzione per la pulizia delle aree di sosta attrezzate, che ciascun Cantone mette loro a disposizione per un numero limitato di posti e per un periodo di permanenza definito.

 

All’arrivo di queste carovane si registra, nelle località limitrofe, un aumento dei reati (in particolare truffe e furti), ma si tratta di fenomeni comunque circoscritti, di piccola entità e ben contrastati.

 

E’ apparso subito evidente che la maggiore parte delle criticità presenti sul territorio milanese ed in molte altre realtà territoriali italiane, è dovuta all’insediamento di popolazioni nomadi per lo più provenienti dalla Romania, molto più povere di quelle che invece compongono le carovane di “gens de voyoge” che attraversano la confederazione elvetica; in Italia, intere famiglie “allargate”, nullatenenti, si innestano nel tessuto urbano e periferico, occupando prevalentemente aree ed edifici dismessi, presenti in gran numero sul nostro territorio e dei quali, di contro, in poche circostanze se ne riscontra la presenza in un territorio ben curato ed attentamente sorvegliato come quello svizzero. La cura e la capillare sorveglianza del territorio emergono pertanto come i primi elementi fondamentali di deterrenza alla formazione ed al permanere di queste criticità.

 

L’interesse per l’indotto criminale che ne deriva è inevitabile per chi ne subisce i riflessi attraverso saccheggi condotti da bande che, facendo uso anche della manovalanza minorile, operano soprattutto in Canton Ticino, lungo tutta la fascia di confine che dista circa 50 km dagli insediamenti presenti a Milano ed hinterland; ma aldilà degli aspetti tecnici che caratterizzano le varie fasi delle indagini congiunte, ci interessava evidenziare quanto una popolazione nomade così numerosa e povera, come quella che da anni è ormai presente a Milano, potesse essere esposta al pericolo di divenire vittima della criminalità organizzata “nostrana” e/o “straniera”, prima ancora di avviare essa stessa attività delittuose. Le nostre relazioni sono state mirate a far comprendere quanto sia esteso e sfaccettato il fenomeno dello sfruttamento, operato in particolar modo, ed in alcuni casi con grande crudeltà, sui minori, sugli anziani e sugli invalidi, ponendo un accento forte sulla necessità di esercitare il maggior controllo possibile, ed a tutti i livelli, non solo di polizia, ma anche socio assistenziale ed igienico – sanitario, su queste deboli comunità; è stata colta l’occasione di descrivere l’organizzazione e le modalità operative del S.U.O.S. – Nucleo Problemi del Territorio, l’attività di p.g. svolta su delega dell’Autorità Giudiziaria, ma anche le modalità di approccio alle varie situazioni e la flessibilità con la quale il Nucleo interagisce con altri Settori e Servizi della Pubblica Amministrazione, in particolare con i Servizi Sociali, le Autorità Sanitarie e gli Enti Assistenziali.

 

 

Il monitoraggio costante degli insediamenti ed il frequente contatto con gli occupanti, ha permesso di prevenire, ed in alcuni casi di perseguire, i responsabili di reati gravissimi quali la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento della prostituzione (anche minorile), violenze sessuali e rapine, le cui vittime sono risultate nella maggior parte delle circostanze essere gli stessi nomadi, in molti casi affidati successivamente ai Servizi Sociali e collocati presso strutture di comunità protette; nel contempo, l’assidua presenza sul territorio del Nucleo e la conoscenza pressoché diretta di numerose famiglie di rom, ha consentito anche di rintracciare persone affette da patologie virali e trasmissibili che si erano in precedenza rivolte alle strutture ospedaliere per le analisi, indicando all’atto della dimissione un domicilio vago ed approssimativo, nonché di collaborare con le altre forze dell’ordine al rintraccio di persone scomparse e latitanti. E’ stato per noi di estrema soddisfazione il riconoscimento ottenuto da parte dei colleghi francesi e svizzeri, che hanno sottolineato l’unicità di un’unità operativa così strutturata ed organizzata, della quale non si trova riscontro all’interno di nessuna altra forza di polizia; un’unità capace di effettuare una continua e costante attività di monitoraggio del territorio, seguita da un’attenta analisi dei dati, allo scopo di conseguire una sicurezza capace di superare il consueto concetto di “Sicurezza Pubblica”, avvicinandosi a quello più ampio di “sicurezza a 360 gradi”, mirante alla soluzione di problematiche di più ampia portata e complessità, non solo di natura criminosa ma anche di ordine sanitario, igienico, sociale ed ambientale. A questo importante riconoscimento è seguito il caloroso invito da parte di tutte le delegazioni, dimostratesi estremamente interessate alla attività del Nucleo Problemi del Territorio, a partecipare alla conferenza che la polizia francese organizzerà a Ginevra il 7 e l’8 febbraio del prossimo anno.

 

Si coglie l’occasione per ringraziare il Comandante . Tullio Mastrangelo ed il Commissario Capo Antonio Barbato per l’opportunità che ci è stata concessa di partecipare a questa conferenza internazionale; ringraziamo anche il Commissario Capo Nicoletta Cappellini e tutto il personale del S.U.O.S. – Nucleo Problemi del Territorio, che con impegno e dedizione ci hanno consentito di presentare questa apprezzata attività ed i risultati conseguiti.

 

Fonte: www.piemmenews.it

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