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Tempi duri per i trasgressori. Senza patente per 8 anni

L’Asaps riportata il caso di un automobilista reo di aver commesso una sfilza impressionante di infrazioni guidando ubriaco a cui la Cassazione ha inflitto la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di quasi otto anni.

Finisce la “pacchia” per chi trasgredisce allegramente il Codice della Strada. Per la Cassazione, la cosiddetta sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente tiene conto della somma delle infrazioni commesse. 
A dare notizia del “nuovo corso” in materia introdotto dagli “ermellini” è l’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale che ha riportato il caso di un automobilista reo di aver commesso una sfilza impressionante di infrazioni guidando ubriaco. L’incosciente, mentre guidava ebbro, superava i limiti di velocità, investiva un bambino procurandogli lesioni personali e si dava alla fuga senza prestare soccorso. 
La violazione dei quattro articoli del Cds portava il giudice dell’udienza preliminare a emettere una sentenza di un anno e quattro mesi ma, secondo l’Asaps: “La condanna può anche essere ritenuta equa (forse) ma il Gup non decide in merito alla famigerata e temuta sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente. Perché se è vero che sulla pena di 1 anno e 4 mesi ormai tutti soprassiedono come fosse un richiamo del capufficio, visto che oramai tutti fanno riferimento al “proprio avvocato” per ogni minima avversità, nulla è possibile fare in caso di sospensione della patente di guida, ritenuta alla stregua della sospensione della corrente ad una macchina cuore-polmoni che tiene in vita la società motorizzata.
Ma se il Gup non ci ha pensato, altrettanto non ha fatto il procuratore che, visti i reati commessi in una sola volta, ha ben pensato di portare la questione davanti ai giudici della Cassazione che annullando la sentenza con rinvio, ha sentenziato che “la durata della sospensione della patente in caso di pluralità di reati è pari al cumulo dei periodi previsti in riferimento a ciascun reato, così da determinare poi definitivamente la durata complessiva della sospensione della patente di guida”. In seguito al rinvio, quindi, il Gup ha fatto come un bravo scolaro davanti ad un foglio a quadretti: la somma della sospensione per ogni reato = sospensione totale della patente: 7 anni e 9 mesi.
Ovviamente parte il ricorso per illegittimità del calcolo, fatto in base al cumulo materiale e non giuridico (art. 8 L. n. 689/1981), del periodo di sospensione della patente e per decisione non congruamente motivata.Ma la Suprema Corte sentenzia che “il periodo di sospensione della patente di guida è stato determinato congruamente, facendo riferimento alla gravità del fatto ed alla pericolosità specifica nella guida, desumibili dalla molteplicità delle violazioni effettuate e dalla condotta dell’imputato”.
Infine il ricorso, spiega la Cassazione, “è respinto anche perché le censure dedotte sono infondate, in quanto inerenti a valutazioni di merito congruamente motivate e sono, altresì, errate in diritto perché in contrasto con il principio di diritto enunciato nella (precedente) sentenza di rinvio della Corte di Cassazione”.Vorremmo, al termine del commento, ricordare che la guida in stato di ebbrezza favorisce sempre la commissione di più reati. La mente poco lucida, l’ebbrezza che rende le persone più audaci e sprezzanti del pericolo, porta a non considerare (o valutare) velocità e pericolo e, conseguentemente, porta al triste fenomeno della pirateria che, ricordiamo, ha cifre a dir poco impressionanti: 852 episodi significativi nel 2011 che hanno causato 127 morti e 995 feriti. Il 35% dei pirati omicidi è risultato ubriaco o drogato”.
Insomma finalmente la Suprema Corte ha emesso una sentenza esemplare che dovrebbe servire da monito, e deterrente, a tutti gli automobilisti dalla “trasgressione facile” che non ci pensano due volte a farsi beffe del Codice della strada, sicuri in qualche modo di riuscire a farla franca o con pene poco incisive. Appiedare un automobilista per quasi otto anni non è cosa da poco e, concludono all’Asaps “La prospettiva, così come pensata dalla sentenza della Cassazione, di fare la somma algebrica per ogni reato commesso, potrà senza meno indurre tutti ad una riflessione e ad un atteggiamento diverso e più maturo quando si sale sulla macchina. E’da tempo che ne parliamo, è da troppo che lo aspettiamo: ora, visto che la matematica non è un’opinione… sarà meglio stare alle regole e fare due conti”. 
E’ bene quindi dare la massima diffusione all’ammirevole sentenza della Cassazione, magari potrà servire a far riflettere qualche scellerato prima di mettersi alla guida. 

Fonte: www.repubblica.it

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