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Tombino anomalo? Niente rimborso allo scooterista ferito

tombino

Per ottenere l’indennizzo, lo scooterista deve dimostrare che l’unica causa dell’incidente è l’anonalia del chiusino.

 

La Cassazione, con sentenza 4231 del 25 gennaio 2012, depositata il 16 marzo, s’è occupata degli scooter coinvolti in “incidenti da chiusino”, quella lastra di pietra o di metallo, o griglia, che copre il pozzetto delle fogne. Il principio che emerge è semplice: in caso di sinistro, per ottenere il rimborso dal Comune, il guidatore deve dimostrare che l’unica causa dell’incidente è l’anomalia del tombino. Altrimenti, come nel caso in questione, non scatta il rimborso.

 

I FATTI – Gli ermellini, infatti, hanno rigettato il ricorso proposto dai genitori di un ragazzo: non era stato dimostrato il nesso di causalità tra la caduta e le anomalie del chiusino (seppure esistenti), e l’insufficiente altezza della barriera laterale. Il papà e la mamma del ragazzo avevano messo nel mirino Ente locale e Telecom per la cattiva installazione lungo la carreggiata del tombino, invocando le norme del ministero dei Lavori pubblici sulla manutenzione delle nuove strade. Niente da fare: l’utente della strada deve dimostrare il nesso fra l’incidente e le condizioni di viabilità.

 

LE PROVE – Per ottenere il rimborso, il danneggiato deve provare il danno derivante da insidiatrabocchetto stradale, dimostrando che il pericolo (il chiusino instabile) era occulto, caratterizzato dalla coesistenza dell’elemento oggettivo della non visibilità e dell’elemento soggettivo della imprevedibilità: quel tombino , doveva provare il ragazzo, era invisibile e inevitabile, anche guidando con la massima prudenza. Se invece non si riesce a fornire adeguata documentazione in merito (perizie, verbale delle Forze dell’ordine, testimonianze), va esclusa la responsabilità della pubblica amministrazione. Quel dislivello, insomma, non doveva sfuggire all’occhio dello scooterista diligente.

 

Fonte: www.sicurauto.it

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