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La Municipale di Rimini tira un sospiro di sollievo. Ma non è finita

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Vediamo cosa è successo. I fatti traggono origine da una richiesta fatta dal Comune di Rimini, soprattutto agli appartenenti alla Polizia Municipale, di restituire un’indennità percepita, secondo la Corte dei Conti, indebitamente nel periodo tra il 2000 ed il 2006.

 

Secondo gli ispettori della Corte di Conti le indennità elargite per la tipologia di servizio erano già ricomprese nell’indennità del contratto nazionale e, pertanto, non si potevano dare due volte.

 

La questione per la verità non riguarda solo gli appartenenti al Corpo ai quali, comunque, sarebbero state elargite circa 300mila euro l’anno di indennità sbagliate: per 6 anni fanno 1,8 milioni (oltre 10.000 a testa in media). Più 500mila euro erroneamente corrisposti ad altri dipendenti.

 

Non si parla di poco in quanto, per la Polizia Locale, erano state stabilite quattro le fasce di indennità.

Fascia 1: rimborso di 3,10 euro lordi al giorno (attività interne prevalenti e almeno 10 servizi esterni al mese).

Fascia 2: 5,68 euro lordi al giorno (lavoro esterno prevalente, almeno 20 servizi al mese tra fiere, viabilità ecc.).

Fascia 3: (la più ghiotta, notturna dall’una alle 7: 61,97 euro lordi al giorno. Prevedeva servizi antiprostituzione, infortunistica, autovelox…

Fascia 4: 4,26 euro: servizio notturno ma svolto in centrale. In media le indennità possono “valere” anche 100-150 euro mensili ad agente. Qualcuno arrivava a 300 euro lordi al mese (per 12 mesi moltiplicati per 6 anni…..sigh).

 

Inizia pertanto il contenzioso. Da una parte il Comune che intende recuperare le indennità già corrisposte, “citando” anche gli agenti già in pensione; dall’altra i lavoratori che ritengono di essere in buona fede e chiedono che, se errori ci sono stati, che questi debbano essere imputati ai dirigenti che hanno “costruito ed ideato” il sistema di indennità per le diverse tipologie di servizi.

 

La questione arriva alla Tribunale Civile (lavoro) di Rimini che, con sentenza n. 2012/122 del Giudice Lucio Ardigò, depositata il primo marzo 2012, stabilisce che le indennità percepite dagli Agenti sono dovute e pertanto legittime, in quanto frutto di un accordo decentrato che stabiliva esattamente la tipologia di servizi disagiati, graduando l’indennità a seconda della fascia oraria e della quantità di servizi.

 

Lo stesso Giudice non la pensa però allo stesso modo per gli Ispettori, in quanto ritiene che le particolari indennità di disagio siano previste solo per i dipendenti degli enti locali in categoria A-B-C e non, anche, a quelli inquadrati in categoria D come gli Ispettori.

 

In pratica pertanto.
Vittoria per agli agenti in categoria C in quanto non dovranno restituire migliaia e migliaia di euro.
Sconfitta, salvo eventuale appello, per gli ispettori che dovranno restituire quando “indebitamente percepito”.

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