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Omicidi di strada, un’emergenza senza fine

Luca Frongia presidente dell’ Unione delle associazione Europee Forze di Polizia e Armate – AssoInterforze onlus ci parla di sicurezza stradale.

Se mettiamo insieme tutti i morti per reati contro la persona o per problemi di sicurezza sul territorio nazionale non arriviamo nemmeno a un quarto del numero di vittime che rimangono ogni anno sulle strade, per colpa di assassini che non rispettano il codice della strada o perché alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe”, spiega Luca Frongia presidente dell’ Unione delle associazione Europee Forze di Polizia e Armate – AssoInterforze onlus.
L’ultima tragedia della strada avvenuta in svizzera dove un pullman con targa belga ha urtato la parete di una galleria e sono rimaste uccise 24 bimbi e adolescenti su un totale di 28 morti, apre prepotentemente il dibattito sulla sicurezza stradale. “Anche se il numero di vittime è in calo grazie all’aumento di controlli sulle principali vie di comunicazione – continua Frongia – siamo molto indietro rispetto ad altri paesi europei. Le istituzioni nazionali e le amministrazioni locali devono impegnarsi ancora di più su questo problema”.
Prima di tutto educare i giovani, ma non solo loro, perché le condizioni del traffico cambiano (in peggio) da un anno all’altro. “Sono d’accordo – afferma Frongia – anche se io aggiungerei anche la formazione a chi ha maturato cinque oppure otto anni dal rilascio della patente per tenere vivo il buon senso e la cultura dell’educazione stradale. Ma quello degli interventi su gli automobilisti e operatori professionali come i rappresentanti e camionisti è solo uno dei fronti su cui va affrontata la questione sicurezza stradale. Serve un maggiore controllo del territorio, con ad esempio posti di blocco di fronte ai locali, postazioni di polizia stradale che devono reprimere e prevenire allo stesso tempo, e bisogna organizzare campagne d’informazione nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Campagne in cui devono essere coinvolte anche le famiglie.
“Proprio sulle campagne – sottolinea Frongia – l’organismo che presiedo ha organizzato insieme ad altre associazioni partner nella città di napoli per sabato 24 due giornate di studio sulla sicurezza stradale dedicate in primis agli operatori volontari del terzo settore ma aperto anche ai giovani studenti. Se riusciremo – conclude il presidente – ad agire in queste direzioni potremo sperare di fermare, o per lo meno ridurre drasticamente, questa strage silenziosa.”

Fonte: www.napolitoday.it

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