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Ferrara – Sit in per i vigili in sciopero

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Besantini (Cgil): “È arrivato il momento di chiedere le 35 ore lavorative”.

 

“La partecipazione allo sciopero è stata oltre ogni previsione, una settantina le adesioni, oltre alla trentina di colleghi che sono stati precettati. La maggior parte di noi oggi avrebbe dovuto essere in servizio e sta perdendo una giornata di lavoro”. Così Elisabetta Finotelli, rappresentante dei sindacati autonomi della Polizia municipale, ha commentato l’adesione allo sciopero e la partecipazione alla manifestazione sportiva della Ferrara Marathon, a seguito della vertenza in atto con l’amministrazione comunale sull’indennità di disagio e del fallito tentativo di conciliazione in prefettura.

 

Alla partenza della Family Run, la corsa non competitiva di 7 km dedicata alle famiglie e agli amatori, i vigili in sciopero, che indossavano una maglietta gialla con la scritta “Attenzione, difendiamo i nostri diritti”, hanno detto di “essere animati da spirito sportivo e dalla volontà di far valere un diritto che ci è stato tolto illegittimamente. Vogliamo inoltre essere solidali con i nostri colleghi che sono in servizio e che presidiano gli incroci e i punti nevralgici della manifestazione”.

 

Al termine della corsa, i vigili urbani si sono dati appuntamento davanti alla cattedrale per un sit- in con striscioni e bandiere, per ribadire le loro motivazioni. “Capiamo le perplessità e i timori dell’amministrazione – ha dichiarato ancora Elisabetta Finotelli – e non è vero che non ci fidiamo del Comune. Ha dimostrato buona volontà con la proposta che ha avanzato e noi siamo aperti al dialogo. D’altra parte è vero che ci stiamo battendo da un anno su questo tema e siamo in agitazione per questo”. Per Stefano Loti, segretario provinciale del sindacato Diccab, “siamo disposti al dialogo, ma ci deve essere disponibilità anche dall’altra parte. Non chiediamo niente di più che salvaguardare il livello economico dei nostri colleghi e sono certo che molti cittadini capiscono il valore del nostro servizio, perché garantiamo sicurezza”.

 

Giuliana Besantini, rappresentante della Cgil, ha aggiunto infine un altro punto relativo alla questione delle 35 ore lavorative: “il contratto nazionale prevede le 35 ore già da dieci anni, mentre noi ne facciamo 36. È arrivato il momento di chiedere le 35 ore”. Per quanto riguarda la vertenza in atto, secondo Giuliana Besantini si può ripartire dalla proposta avanzata dal Comune che, seppur tardiva, è un segno di apertura. “Non dimentichiamo – ha concluso – che da noi c’è tanto malumore, sia perché vengono a toccare lo stipendio in un momento molto difficile economicamente, sia perché ci tolgono un nostro diritto”.

 

Fonte: www.estense.com

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