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Il nuovo reato di omicidio stradale vacilla

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Nessuna decisione è stata ancora presa ed il Ministro Severino ha molti dubbi.

 

Il nuovo reato di omicidio stradale potrebbe subire modifiche rispetto a come è stato pensato due anni fa o non essere più inserito nel Codice della strada. Dopo anni di discussione e una petizione che da giugno 2011 ha raccolto quasi 60mila firme, l’iter parlamentare del nuovo reato ha subito una battuta d’arresto. Ieri il ministro della Giustizia Paola Severino ha espresso molti dubbi sull’omicidio stradale. Nel corso della sua audizione in commissione Trasporti ha detto che introdurlo nel Codice della strada per punire come maggiore severità gli automobilisti che dopo aver bevuto o assunto droghe causano un incidente con vittime potrebbe avere un effetto “controproducente”.

 

EFFETTO BOOMERANG
“Non sono né a favore né contro l’introduzione di una nuova norma dico solo che se si vuole affrontare più efficacemente il problema di questo tipo di audizioni non basta etichettare una nuova norma come omicidio stradale, occorre fare qualcosa di diverso“, ha detto il ministro della Giustizia. “Il punto fondamentale è sempre stabilire se si tratterà di un omicidio doloso o colposo. Se voi considerate la differenza fra quello che uccide colposamente e quello che uccide dando una coltellata le differenze di pena ci devono essere e devono essere abbastanza verificabili”. Per la Severino è possibile fare “‘il salto di definizione dicendo che l’omicidio stradale diventa doloso” ma il dolo ”ha una sua definizione che non possiamo cambiare” oppure ”dobbiamo dire che si tratta di un problema applicativo perchè è il giudice che deve distinguere se siamo in situazione di colpa cosciente o dolo eventuale. Questa distinzione il Legislatore non potrà mai farla in termini astratti perchè a distinguere il dolo eventuale dalla colpa cosciente sono le circostanze in cui il fatto si è realizzato che non potranno mai essere indicate in una sola norma”. ”Capisco che si debba fare il massimo sforzo per trovare una soluzione possibile – ha concluso -. Le esigenze di carattere sociale sul tema le condivido tutte, ma il problema è trovare una soluzione che non peggiori la situazione esistente”.

UNA REAZIONE A CATENA
Giordano Biserni, Presidente dell’ASAPS, dice di respirare “un’aria completamente diversa” rispetto a quella del giorno in cui Stefano e Stefania Guarnieri hanno consegnato le oltre 57.000 firme, raccolte anche tramite il sostegno dell’ASAPS, al presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci. “Siamo perfettamente convinti che non si debba legiferare sull’onda delle emozioni e si debba anzi meditare su una norma importante e delicata – dice Biserni -. Però ci pare di vedere che sia a livello governativo che parlamentare salga l’onda dell’incertezza, anzi forse della non condivisione della proposta”. “E’ da troppi anni che assistiamo a un ‘balletto istituzionale’ su questo tema – aggiunge Carmelo Lentino, portavoce dell’Associazione per la sicurezza stradale BastaUnAttimo – oggi in Italia chi ammazza un’altra persona con un mezzo è come se non avesse causato un danno a nessuno e le pene, fra arresti domiciliari e attenuanti, rasentano davvero il ridicolo. Ci aspettiamo che si giunga ad una rapida soluzione sul reato di omicidio, non certamente ad una battuta d’arresto”.

 

Fonte: www.omniauto.it

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