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La sicurezza nei cantieri edili: l’organizzazione del cantiere

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Con il termine “organizzazione del cantiere”, si intende quella serie di operazioni che devono essere messe in atto da quelle  figure professionali (il committente, il responsabile della sicurezza, il titolare dell’impresa esecutrice ecc.), al fine di realizzare concretamente la sicurezza del posto di lavoro, in modo che sia gli addetti che dovranno realizzare le opere edili,  sia i terzi, possano godere di un luogo idoneo alle rispettive esigenze.

 

Si tratta di una serie di operazioni che vanno dall’approntamento della recinzione, alla realizzazione della viabilità (per i cantieri maggiori), all’installazione delle protezioni per scavi e fondazioni fino al corretto montaggio del ponteggio e al suo corretto utilizzo.

 

RECINZIONE DEL CANTIERE – art. 109 D.Lgs. 81/08 – (fig.1): ha lo scopo di impedire l’entrata in cantiere agli estranei. Non vi sono, al di fuori dei vari regolamenti edilizi locali, delle precise norme che ne definiscano il materiale o l’altezza, ma la necessità di recingere l’area deriva sostanzialmente dall’esigenza di tutelare anche persone terze che possano venire anche occasionalmente a contatto con il cantiere stesso. Per quanto riguarda l’infortunio, la responsabilità rimane anche dopo la cessazione della vera e propria attività del cantiere, ma prima del suo smantellamento definitivo.

 

VIABILITA’ – art. 108 – (fig.2): nei cantieri di grandi dimensioni (ad esempio in quelli per la costruzione del Treno ad Alta Velocità), occorre predisporre una vera e propria viabilità con tanto di segnaletica orizzontale e verticale per consentire un corretto e sicuro transito dei veicoli e dei pedoni (addetti ai lavori).

 

Fig. 1

 

Fig. 2

 

Le rampe devono essere tali da consentire un franco di almeno 70 centimetri, oltre la sagoma di ingombro del veicolo. In passaggi stretti occorre ricavare una nicchia di rifugio ad intervalli non superiori a 20 metri . I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno o nella roccia devono essere provvisti di parapetto nei tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello supera i 2 metri.

 

SCAVI e FONDAZIONI – artt. 118 – 121 (fig.3) : Uno dei grandi rischi che si corrono nell’effettuare degli scavi è quello di seppellimento, soprattutto quando ci si trova ad una profondità inferiore al metro e mezzo, infatti se non si fa uso di un escavatore meccanico, le pareti delle fonti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete supera il metro e mezzo, è vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base per evitare il conseguente franamento della parete. Quando per la natura del terreno o a  causa di piogge, di infiltrazioni, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, occorre provvedere all’armatura o al consolidamento del terreno. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco. I depositi di materiale sul ciglio degli scavi è vietato. Qualora fossero necessari,si deve provvedere alle necessarie puntellature.

 

Fig. 3

 

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