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Bergamo – I vigili multati dai vigili

La Polizia locale di Bergamo ha sanzionato due auto dei colleghi di Romano e Pontida.

Ci sono anche i vigili tra le vittime dei vigili. E’ successo ieri a Bergamo, in via Locatelli. Due auto della polizia locale di due comuni della provincia sono state multate dai colleghi del capoluogo per essere state parcheggiate sulle strisce blu senza il biglietto che attesta il pagamento del parcometro.

LA SANZIONE ALLA POLIZIA LOCALE – La sanzione ammonta a 39 euro. “Abbiamo sbagliato e pagheremo; abbiamo agito di fretta”, hanno affermato gli agenti puniti con la contravvenzione. Possibile, comunque, un annullamento. Lo racconta oggi L’Eco:

Sono abituati a darle le multe, non a riceverle. Ma tutte le regole hanno le loro eccezioni. E così i vigili di Romano di Lombardia e di Pontida sono stati sanzionati dai colleghi di Bergamo. Hanno trovato sopra le loro auto di servizio il temuto – per i normali automobilisti – foglietto giallo. Sosta senza l’esibizione del ticket nei parcheggi a pagamento di largo Belotti. Ammontare: 39 euro. I rei promettono di mettere mano al portafoglio – del Comune – e incassano il colpo. Ma potrebbe decidere di non incassare – le multe – la polizia locale di Bergamo: «Valuterò come dirigente se rientrano nei casi di annullamento», annuncia il comandante. Teatro della vicenda di ieri mattina è stato il posteggio (righe blu) di via Locatelli, all’altezza di largo Belotti: in tutta l’area, sfruttata non solo per chi deve recarsi sul Sentierone, ma soprattutto da chi deve raggiungere la sede della Camera di commercio, gli uffici di Stato, la vicina Procura e il comando provinciale della Guardia di finanza, la sosta è regolata dal parcometro. Ma come spesso accade, qualche furbetto non ha rispettato l’obbligo del pagamento del biglietto che consente di lasciare l’auto a tempo ed entro le aree delimitate dalle strisce blu.

COLLEGHI INTRANSIGENTI – I vigili di Bergamo non hanno esitato a multare i colleghi di Romano di Lombardia e Pontida. Continua L’Eco:

E tra questi c’è stato anche chi di solito i divieti deve farli rispettare: la pattuglia della polizia locale di Romano di Lombardia e quella di Pontida. Nel secondo caso a commettere la trasgressione è stato proprio il comandante dei vigili, il commissario aggiunto Saverio Rossi: «Ero in ritardo, dovevo partecipare a un tavolo tecnico in Camera di commercio. Siamo stati superficiali e chi sbaglia deve pagare. Come noi multiamo chi è in errore, così anche noi dobbiamo fare se abbiamo sbagliato. Devo dire che però non me l’aspettavo perché comunque era l’auto d’istituto». Riconosce l’errore, ricorda che «la fretta è cattiva consigliera», ma prende l’occasione per un’esternazione comune sia a chi indossa la divisa e chi no: «Non è possibile non sapere mai dove mettere l’auto». Ammette la colpa anche il comandante di Romano di Lombardia, Arcangelo di Nardo: «Pagheremo quello che dobbiamo pagare perché se non ci si trova in uno stato di emergenza, anche le forze di polizia devono rispettare il Codice della strada. Inoltre gli agenti durante un controllo se si imbattono in un mezzo di servizio non possono ignorarlo». Anche in questo caso però sottolinea lo stato di necessità in cui si sono trovati i suoi uomini: «Poiché in auto dobbiamo lasciare radio e l’equipaggiamento, cerchiamo di parcheggiare sempre il più vicino possibile». Da sanzionatori a sanzionati, ingoiano con filosofia i due comandanti pronti a dare il dovuto.

CONTAVVENZIONI ANNULLATE? – Il comandante di Bergamo si riserva la possibilità di fare riscontri e apprfondire il piccolo caso, e valutare, quindi, l’opportunità di annullare le multe:

Tuttavia potrebbero non dover corrispondere alcuna cifra. Il comandante di Bergamo Paolo Ciaciotta, infatti, si riserva di annullare i provvedimenti: «L’operatore – spiega – ha l’obbligo di rilevare ogni tipo di infrazione che riscontra durante la sua attività. Ma è poi dovere del dirigente valutare ogni atto amministrativo che gli arriva sulla scrivania. In particolare è da capire se la violazione sia stata commessa in casi particolari d’adempimento del proprio dovere, come ad esempio durante l’ordine pubblico o altro, e quindi il divieto diventa insussistente. Anche in questo caso devo riscontrare le circostanze».

Fonte: www.giornalettismo.com

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