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Roma – Motorini, l’esercito dei fuorilegge: 130 mila devono ancora cambiare targa

Due mesi dopo la scadenza del termine per mettersi in regola, il 60% dei ciclomotori monta ancora il vecchio «targhino». A 3.500 proprietari, sanzioni per 2 milioni di euro.

Multe salate e 130 mila centauri non ancora in regola. A due mesi dalla scadenza di legge – il termine per mettersi in regola era fissato allo scorso 13 febbraio – sono più del 60 per cento i motorini con cilindrata pari a 50, i cosiddetti cinquantini, che non montano la nuova placca obbligatoria. Un piccolo esercito di veicoli fuorilegge. I loro proprietari potrebbero circolare solo con la targa grande, invece girano con il vecchio targhino. A rischio di pesanti sanzioni: oltre 500 euro a verbale.

700 MILA CENTAURI – A Roma, dove si contano oltre 700 mila moto e ciclomotori omologati in città e quasi altrettanti provenienti da altre province e regioni, sono almeno 200 mila i cinquantini. Secondo i dati di Aci e Motorizzazione, finora sarebbero circa 70 mila quelli che sono stati messi in regola con la richiesta della nuova targa (costo medio fra i 50 e i 90 euro). Restano dunque da adeguare almeno 130 mila ciclomotori.

MULTE TRIPLICATE PER RECIDIVI – Le sanzioni, fino ad ora, sono state poco più di 3.500 – per un ammontare complessivo di circa 2 milioni di euro – e per i trasgressori fermati dai vigili non sarà facile dimenticare la notifica: la sanzione standard , secondo il Codice della Strada, è di 519,67 euro che, con spese di notifica arriva a 563 euro. Per chi fosse recidivo, la multa può triplicare: si può arrivare fino a 1.559 euro.

NUMERO DI TELAIO – La nuova targa, obbligatoria, non è più a forma di trapezio, ma quadrata ed è collegata al numero di telaio. I caratteri alfanumerici passano da cinque a sei. Una norma contenuta nel Codice della Strada (art. 14 della Legge 120 del 29 Luglio 2010) che, dopo una serie di passaggi progressivi, dallo scorso febbraio è estesa a tutti. 
Chi non si fosse ancora messo in regola, può rivolgersi agli sportelli Aci, con documento d’identità e codice fiscale, certificato tecnico originale (libretto), se il ciclomotore è già circolante, certificato di conformità, qualora il ciclomotore sia nuovo. In caso si possegga il vecchio contrassegno, con 5 caratteri alfanumerici, è necessario riconsegnarlo.

PLACCA NON CEDIBILE – La nuova targa per ciclomotori, oltre ai 6 caratteri alfanumerici, ha il marchio ufficiale della Repubblica Italiana su fondo bianco, con caratteri neri e ricoperta da pellicola retroriflettente. A differenza della vecchia normativa, chiunque possieda più di un ciclomotore è tenuto a munirsi di un corrispondente numero di certificati di circolazione e di targhe. Il perché del cambiamento? La targa dei ciclomotori costituisce un elemento di identificazione sia del ciclomotore che dell’intestatario ma, a differenza delle targhe degli autoveicoli, la targa dei ciclomotori è personale, quindi non può essere ceduta ad altri.

Fonte: roma.corriere.it

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