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Vele pubblicitarie. Sono da considerarsi alla stregua della pubblicità in sede fissa se lasciate in sosta per lunghi periodi. Una nuova sentenza conferma quanto da sempre sostenuto in questo servizio. L’approfondimento a cura di G. Carmagnini

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Di questo fenomeno mi sono più volte occupato in vari commenti pubblicati nel sito, anche per una serie di esperienze dirette che mi hanno direttamente interessato nella mia attività istituzionale, anche perché il territorio del Comune in cui lavoro non è certo estraneo al fenomeno dei veicoli ad uso speciale con allestimenti pubblicitari lasciati in sosta per lunghi periodi in luoghi dove la pubblicità nemmeno sarebbe autorizzabile. Nel contenzioso locale, sia davanti al Prefetto, sia in sede giurisdizionale, abbiamo visto confermate le nostre tesi, fino al giudizio di appello (1), a conferma che l’uso elusivo della pubblicità a mezzo veicoli merita di essere contrastato, anche perché confligge apertamente con la ratio dell’articolo 23 e delle norme regolamentari.

La nuova sentenza ha sposato completamente, sino quasi a ricalcarli, i passaggi logico-giuridici proposti nei commenti presentati in questo servizio. Pur occupandosi dell’aspetto tributario, la Cassazione ha chiarito che i “camion-vela” devono essere assoggettati al tributo previsto per i mezzi pubblicitari in sede fissa, laddove siano lasciati in sosta per lungo tempo; infatti, la pubblicità a mezzo veicoli rappresenta un modo di diffondere il messaggio pubblicitario del tutto eccezionale e si deve distinguere dal modo ordinario per la sua peculiare dinamicità…

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