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Anziani alla guida: sono davvero un pericolo?

Secondo il Codice della Strada, la patente di guida va rinnovata ogni 10 anni fino ai 50 anni e, partire dai 70 anni, ogni 5 anni.

Dopo gli 80 anni la valutazione va fatta ogni 3 anni. La legge non fissa dunque limiti di età, eppure alla professoressa Margherita Hack è stata negata la visita del medico per il rinnovo della patente adducendo come motivazione l’età avanzata. Secondo gli esperti che l’hanno valutata, la professoressa, che guida dal ’52 senza aver mai fatti incidenti gravi, dovrebbe imparare a muoversi a piedi, proprio adesso che l’auto le potrebbe invece essere più utile.

Il caso ha aperto un acceso dibattito circa la sicurezza degli anziani al volante e la discussione è più che mai attuale. Entro il 2018, infatti, l’Italia sarà addirittura il Paese più vecchio d’Europa con un’aspettativa di vita di 78 anni per gli uomini e 84 anni per le donne e il caso della professoressa Hack non sarà certamente l’unico.

Non è solo una questione di autonomia, guidare garantisce una maggiore qualità della vita poiché permette di avere più relazioni sociali, di partecipare ad attività culturali e ricreative che sono il presupposto di una vecchiaia partecipe e attiva. Naturalmente la visita medica dovrebbe essere molto accurata e verificare le reali condizioni di salute e non quelle presupposte dettate da vecchi luoghi comuni.

Ma quali sono gli elementi che possono compromettere la sicurezza dell’anziano guidatore? Una guida sicura richiede coordinamento e integrazione di attività motorie, visive, uditive e cognitive che l’età avanzata può in qualche modo compromettere. Il calo delle capacità sensoriali e motorie (più comuni sono i problemi della vista e dell’udito), ma anche le difficoltà dell’attenzione dovute a varie cause tra le quali l’insorgere di malattie croniche o neurologiche, può condizionare la capacità di capire e reagire tempestivamente.

Anche gli effetti collaterali dei farmaci usati per curare alcune malattie tipiche della terza età possono ridurre l’abilità della guida alterando la realtà. In Italia i 90enni maschi con la patente valida sono 12.167, mentre le donne sono 1.512, tra gli ultranovantenni 16.742 uomini e 1.827 donne. Poiché il numero tende a crescere in maniera esponenziale, sarà inevitabile affrontare il problema in modo radicale pianificando una procedura standard che, tenendo conto di tutti i problemi legati all’età, non lasci spazio a soluzioni semplicistiche e improvvisate.

Fonte: news.paginemediche.it

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