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Roma – Londra – Salvaciclisti, il manifesto e le istruzioni per il 28

Perché
Nel 2010 sono morti in incidenti stradali investiti da un veicolo a motore 614 pedoni e 263 ciclisti. Negli ultimi 10 anni, sono stati ben 2.556 i ciclisti che hanno perso la vita sulle nostre strade. Pedoni e ciclisti, insieme, rappresentano un quarto del totale delle vittime della strada. C’è un morto ogni 109 incidenti stradali che coinvolgono veicoli a motore. E c’è invece un morto ogni 59 incidenti tra una bicicletta e un veicolo a motore. Le grandi aree metropolitane rappresentano una quota elevata dell’incidentalità nel suo complesso (Roma 8,7%, Milano 5,7%, Genova 2,3% e Torino 1,8% sono le più pericolose). (http://www.istat.it/it/archivio/44757)
Qualunque sia la dinamica dell’incidente, la possibilità di sopravvivere per chi va a piedi o in bici è legata alla velocità dei mezzi a motore: per ciclisti pedoni l’impatto con un auto a 30 all’ora equivale alla caduta libera da tre metri d’altezza. Investire una persona a 50, a 75 o a 100 all’ora equivale a spingerla giù dal balcone del terzo, del settimo o del tredicesimo piano di un palazzo.
E’ possibile che gli amministratori pubblici considerino questo massacro quotidiano (oltre 4000 morti l’anno) come un’ineliminabile conseguenza del fato? #salvaiciclisti vuole cambiare strada.

Chi
La campagna internazionale Cities for Fit Cycling è stata lanciata dal Times di Londra in seguito a un grave incidente stradale che ha coinvolto una giornalista del quotidiano britannico mentre stava andando in redazione in bicicletta. In Italia è stata ripresa da 34 cicloblogger che hanno trasformato #salvaiciclisti (via social media) in un’iniziativa virale, a cui hanno aderito finora migliaia di cittadini, tanti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo (da Jovanotti a Margherita Hack) e anche diversi sindaci di piccoli centri e grandi città (come Milano, Torino, Bologna, Reggio Emilia, Firenze, Roma e Napoli) nonché diverse amministrazioni provinciali, come quella di Roma. Sostengono la campagna anche alcune grandi associazioni ambientaliste (come Fiab e Legambiente) e un eterogeneo schieramento di parlamentari ha presentato una proposta di legge (primo firmatario il senatore Ferrante) per rendere le città più sicure per chi pedala e cammina.

Cosa
#salvaiciclisti ha fatto proprie le proposte lanciate dal Times di Londra. Si chiede un’indagine nazionale sulla ciclabilità, la nomina di commissari urbani per realizzare interventi utili alla mobilità dolce, una migliore formazione alla guida per tutti gli utenti della strada, fondi per le infrastrutture (l’obiettivo è una rete di ciclabili e non, come adesso, singoli spezzoni scollegati tra loro), l’obbligo di vincolare il 2% delle risorse destinate alla rete stradale a interventi per favorire la ciclabilità. Inoltre si sollecita l’approvazione di norme che rendano più sicuri gli incroci e la circolazione dei mezzi pesanti che si muovono in città (che devono essere dotati di sensori e barre di sicurezza per evitare che i ciclisti finiscano sotto le ruote. In cima a tutto c’è la moderazione della velocità: 30 km/h deve essere il limite nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili. Ovviamente le proposte inglesi devono essere adattate alla realtà italiane, purtroppo peculiare: per questo #salvaiciclisti chiede da subito una più rigida attuazione delle norme del Codice della Strada, a partire dalla sosta selvaggia per arrivare al mancato rispetto dei limiti.

Quando
Londra chiama, Roma risponde. Le Capitali europee ospiteranno in contemporanea le due manifestazioni nazionali per la sicurezza di chi usa la bici per i suoi spostamenti quotidiani e per sollecitare una mobilità più slow, più rispettosa delle regole, meno aggressiva, meno pericolosa e meno invadente. E’ la prima volta in assoluto che due grandi metropoli continentali condividono l’esigenza (e la portano in piazza) di un’iniziativa trasversale per migliorare la libertà di movimento di tutti gli utenti della strada.

Dove
L’appuntamento è ai Fori Imperiali. Il Luogo è stato scelto per vari motivi. E’ sicuramente un palcoscenico internazionale, è l’area archeologica più importante del mondo al cui interno c’è il monumento italiano più visitato, il Colosseo. E’ uno dei biglietti da visita della città, un posto molto amato dai romani. Gli stranieri si sorprendono nel vedere che l’area archeologica è tagliata in due da un’arteria a forte traffico, mentre i romani attendono da 32 anni il completamento del piano del sindaco Petroselli del 1980 che prevedeva la completa chiusura al traffico della zona. #salvaiciclisti farà vedere come possono essere i Fori liberi dal traffico e, tra le richieste, c’è la definitiva ciclopedonalizzazione di questa parte importante della città.

Come
In bicicletta, a piedi, coi pattini o col monopattino, col trasporto pubblico, con lo skateboard, sui trampoli, col passeggino o il risciò… Venite col veicolo che volete (basta che non sia a motore). Ma partecipate in tanti. Per cambiare strada c’è bisogno di tutti.

Fonte: affaritaliani.libero.it

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