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Ferrara – I soldi ai vigili li decidono le pagelle

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La quota produttività dipende da 50 nuove voci. E sul disagio incide la «volontà di utilizzare in modo totale il tempo-lavoro».

 

Servirà un diploma in ragioneria ai vigili urbani per calcolare di quanto il loro stipendio aumenterà in ragione del lavoro svolto. A partire dall’1 maggio, infatti, i 200 euro fissi che si ritrovavano in busta paga ogni mese si trasformeranno in qualche soldino in meno, 315 euro ogni due mesi. A fine anno ne potranno arrivare anche più di prima se la “pagella” compilata dal comandante sarà piena di bei voti, ma anche esserci delle decurtazioni di quanto già incassato. E’ il meccanismo, decisamente molto complesso, studiato per superare l’elargizione automatica del fondo di disagio a tutti gli agenti impegnati in strada, al centro di uno scontro tra ispettori ministeriali e Aran da una parte, e sindacati dall’altra, e che sta producendo punte di malessere mai raggiunte nel corpo da queste parti. I cittadini assistono un po’ preoccupati e dalla nuova organizzazione devono attendersi un inasprimento dei controlli notturni, sui negozi e perfino sui «comportamenti scorretti dei pedoni e dei velocipedisti», in particolare gli attraversamenti pedonali fuori dalle strisce oppure in diagonale.

 

La delibera del 17 aprile che cancella ufficialmente il fondo di disagio e applica le nuove norme, in realtà, riconosce che «due recenti sentenze del tribunale del lavoro di Verona e di Rimini hanno ritenuto che fosse dovuta la corresponsione di detto emolumento, in quanto fondato su un valido contratto collettivo decentrato»; la giunta però ribadisce «la duplice esigenza di uscire dall’incertezza derivante dalla controversa interpretazione applicativa dell’istituto», e anche di inserire «uno strumento di misurazione dell’efficacia della performance espressa dal personale della Polizia municipale cat. C». Ecco quindi comparire la “pagella”, anzi le pagelle, in quanto a fianco di una tutta nuova con voci tipo «qualità degli accertamenti sanzionatori» o «volontà di utilizzare in modo totale il tempo-lavoro», c’è l’articolazione in diversi sotto-elementi di ognuno dei sette punti nei quali è divisa la tabella-standard della produttività collettiva dei dipendenti comunali. «Con quest’ultima suddivisione abbiamo cercato di rendere più chiaro per i funzionari di reparto e per gli stessi operatori le attribuzioni dei punteggi della produttività comunale – spiega il comandante Laura Trentini – L’altra “pagella” serve a distribuire la quota residua dell’ex indennità di disagio. Come si fa a valutare la “volontà di utilizzare in modo totale il tempo-lavoro? Si guarda ai risultati ottenuti nel servizio in rapporto al tempo in cui si è stati fuori». Le altre voci della pagella, sulle quali il comandante avrà l’ultima parola, sono «diligenza nell’esecuzione dei compiti», «numero e qualità degli interventi in servizio» e «puntuale compilazione degli atti di servizio». I soldi che vengono distribuiti con la maxi-tabella sulla produttività comunale sono già quantificati: 28mila euro l’anno. E’ invece variabile la quota di stipendio di ogni vigile che dipenderà dai voti sulle prestazioni individuali, perché dipende dalle decurtazioni di fine anno per mancato raggiungimento degli obiettivi: saltano 30 euro per ogni obiettivo fallito.

 

Gli obiettivi sono la partecipazione ai controlli sulle stragi del sabato sera (orario 21-03, si deve passare da 1,4 a 2,3 servizi annui per agente), ai mercoledì happy hour (2,8 all’anno), controlli commerciali notturni (da 2 a 4 complessivi al mese, 3 in luglio-agosto), e su pedoni e ciclisti (50 ad agente all’anno). Di notte gli agenti passeranno da 4 a 6. «Sono motivanti queste regole? Al di là dei soldi – conclude Trentini – spero che gli agenti siano orgogliosi di dare qualcosa di più alla città, è una motivazione importante».

 

Fonte: lanuovaferrara.gelocal.it

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