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‘Sciogliete il corpo dei vigili urbani: il sindaco ci ha traditi’

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Il Caso. Dopo gli ultimi scandali culminati con denunce e arresti, l’associazione che riunisce l’80 per cento degli agenti della polizia locale, apre “la guerra” contro Alemanno e la maggioranza appellandosi al Prefetto per lo scioglimento del Corpo. In una lettera a tutti i consiglieri, denunciano i disagi: dalle penne, sino alle multe con le fotocopie o alle auto in leasing ritirate per morosità. “Ci piacerebbe sapere quanti soldi sono stati spesi per i vigili…”. Infine l’avvertimento: “Nessuno usi i vigili per scopi elettorali”. E i sindacati raddoppiano.

 

La tempesta era nell’aria. Vuoi per gli scandali che hanno minato il Corpo con arresti e denunce, molto per l’atmosfera di tensione che si è propagata come un’onda d’urto all’indomani del commissariamento del comandante Giuliani con il vice capo di Gabinetti, Gianmario Nardi. Ora è diventata una bufera, perché dagli uffici dell’Arvu, la storica e potente associazione che riunisce l’80 per cento dei 6mila e 300 pizzardoni, parte la guerra.

E sono cannonate che il presidente Mauro Cordova spara direttamente contro il sindaco Gianni Alemanno, accusandolo con una lettera da brivido di aver tradito di fatto tutte le aspettative: “Mai vissuta un consigliatura così poco attenta ai problemi della Polizia Municipale – spiega Cordova –  mancano mezzi, strumenti, tecnologie, personale, formazione, organizzazione, gerarchia e disciplina, la burocrazia impera e assorbe troppi vigili negli uffici e pochi in strada” E conclude invocando l’intervento del prefetto: “Il Corpo della Polizia Locale Roma Capitale va sciolto e ricostituito con nuovi criteri e investimenti e non dovrà essere lo strumento di campagna elettorale di nessuno”.

 

E la formalizzazione della fine delle trattative arriva in Campidoglio con una lunga lettera che l’Arvu spedisce all’intero consiglio comunale: “Dopo un bilancio di questi quattro anni della Sua amministrazione non possiamo fare altro che costatare che quanto Lei aveva dichiarato sono rimaste solo promesse – scrive Cordova – a differenza dei Sindaci che l’hanno preceduta che si sono sempre confrontati con la nostra struttura, con Lei è stato difficile anche avere un incontro sporadico, incontri nei quali Lei ha assunto degli impegni che a tutt’oggi ancora non ha mantenuto”.


E per spiegare la situazione in cui versano gli agenti romani, l’Arvu va giù durissima, ricordano le promesse della campagna elettorale, mai manutenute: “Ci piacerebbe conoscere quanti fondi la Sua amministrazione ha destinato per la Polizia Locale della capitale d’Italia, molte città e anche cittadine con densità di popolazione e soprattutto con numero di operatori esiguo rispetto a Roma hanno dotazioni e mezzi che gli agenti e ufficiali e dirigenti del Corpo si sognano, noi ancora ci battiamo per le radio di servizio, per numero adeguato di auto e moto di servizio e per la manutenzione delle stesse, per lo sfollagente e il casco anti sommossa (come era previsto a pagina 16 del Suo programma elettorale) e ciliegina sulla torta siamo costretti a rimandare i tagliandi delle autovetture per paura che la società di leasing se le riprenda perché non viene pagata, una di queste aveva all’interno anche la radio di servizio e le muffole, per non parlare del fatto che siamo costretti a scrivere le contravvenzioni sulle fotocopie dei verbali, tutta Italia ci ha deriso leggendo i quotidiani”.


E se non dovesse bastare: “Il personale è costretto a comprarsi con il proprio stipendio il codice della strada, i prontuari operativi e alcuni di loro computer portatili, e le penne che sono la vera arma di chi fa questo lavoro”.
E dalle parole passano ai fatti, dichiarando la cessazione ufficiale di “qualsiasi forma di collaborazione” In poche parole, l’ammutinamento e la promessa di alimentare la stampa denunciando tutto ciò che non funziona.

E all’Arvu, che da sempre è al fianco dei vigili, si schierano anche Cgil, Cisl e Uil che chiedono una convocazione urgente del Consiglio Comunale di fronte a quella che definiscono “una politica dello sfascio”.

 

LA LETTERA DELL’ARVU


LA LETTERA DI CGIL, CISL E UIL


 

Fonte: affaritaliani.libero.it

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