Questo articolo è stato letto 1 volte

Catania – Il rebus delle bici a pedalata assistita: vigili le sequestrano, ma interviene il Codacons

È una bici o un motorino? Il caso è scoppiato in città dopo che i vigili hanno sequestrato alcuni di questi mezzi.

È rebus a Catania su un tipo particolare di bicicletta a pedalata assistita. Il caso è scoppiato in città dopo che i vigili urbani hanno sequestrato alcuni di questi mezzi, perché circolavano senza targa, casco ed assicurazione. Gli ignari ciclisti sono caduti dalle nuvole, perché loro li avevano acquistati convinti di poterne fare a meno. Ma da più parti si invoca chiarezza: che succederebbe nel caso di un incidente stradale? L’assicurazione coprirebbe gli eventuali danni? Del caso si sta occupando il Codacons che, per adesso, non si sbilancia: «Stiamo verificando le carte ed i documenti – spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi – documenti che ci hanno inviato sia i cittadini coinvolti che la società produttrice. Ci vorrà qualche giorno per saperne di più. Quando la bici è a pedalata assistita tradizionale, se io non pedalo la bici si ferma; se invece io smetto di pedalare ma la bici cammina ancora, non è più una pedalata assistita ma un ciclomotore camuffato. I vigili ritengono che quello che hanno sequestrato è un ciclomotore».

Sull’argomento, l’assessore alla Polizia municipale di Catania, Massimo Pesce, spiega che il sequestro è scattato in casi di «mezzi modificati, biciclette solo in apparenza perché poi avevano il motore». Insomma, gli agenti li hanno considerati come i vecchio Ciao che avevano sì i pedali ma rimanevano ciclomotori. Anche perché gli stessi vigili etnei hanno in dotazione le bici elettriche standard che aiutano nelle salite e che richiedono la partecipazione attiva del ciclista. Quelli finiti sotto sequestro, invece, sono mezzi un po’ diversi ma, secondo la ditta che li vende, per legge non hanno bisogno comunque di immatricolazione, assicurazione, bollo e targa: sul sito della società, la Zenith Italia, con sede ad Alcamo, ci sono ben sei modelli con questa dicitura. «Abbiamo chiesto per tre volte – spiegano dalla società – un incontro con il comando ma non abbiamo avuto risposte, non sappiamo che pesci prendere. Abbiamo anche incontrato l’assessore all’Urbanistica». A regolamentare la questione è l’articolo 50 del codice della strada, che risale al 2000 ed è stato aggiornato nel 2003: «L’articolo – prosegue la Zenith – parla di bici elettriche a pedalata assistita con un motore di 0,25 kilowatt che si può utilizzare non superando i 25 chilometri l’ora. Sia pedalando sia “con altro dispositivo”. Probabilmente, i vigili hanno pensato che è una legge vecchia. Tanto che le multe sono state per l’articolo 52 sui motori a scoppio. Abbiamo fatto degli incontri per capire meglio, siamo stati anche alla Motorizzazione…».

Fonte: corriere.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *