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“Ma siamo vigili urbani! Deve scivolarci tutto addosso”. Una risposta del comandante Cosimo Tarantino

NARDO’ – Ore 07:45: la Polizia Municipale di Nardò prende servizio. Appena aperti i cancelli partono già le prime multe per veicoli irregolarmente parcheggiati nelle adiacenze del Comando (sosta su strisce pedonali, ecc.). E qui i primi litigi violenti con i trasgressori rei solo di aver “innocentemente” parcheggiato per quei ”mitici e fatidici cinque minuti” indispensabili per non so che (come se, poi, quel ”non so che” non si sarebbe potuto fare parcheggiando regolarmente) e vittime solo loro di sanzione mentre le solite altre irregolarità ben più gravi vengono lasciate impunite.

Ma siamo Vigili Urbani! Deve scivolarci tutto addosso e, soprattutto, dobbiamo sbrigarci perché l’ingresso delle scuole è oramai prossimo.

Di gran lena ogni Vigile si dirige al posto assegnato con l’ordine di servizio giornaliero (si badi bene in ingresso ed in uscita) ovviamente alle sole scuole che meritano maggiore attenzione: ossia scuole elementari e scuole medie dove l’azione di controllo e tutela dei bambini (genitori compresi) è assoluta. 
E qui i soliti furbetti che (si badi bene sempre ”innocentemente perché non si avvedevano della segnaletica ma quasi sempre in ritardo rispetto all’orario di ingresso previsto”) cercano di violare l’isola pedonale scolastica in barba agli altri genitori che, rispettosi delle regole, parcheggiano regolarmente anche a notevole distanza dalle scuole.

Altra multa ed, ovviamente, altro feroce litigio aggravato, però, stavolta dalla presenza del minore che poveretto assiste in silenzio alla performance del proprio genitore che si scaglia contro il Vigile Urbano che, magari, aveva cercato di indurre il furbetto a dirimere bonariamente la situazione. 
Ma siccome, oramai, non è possibile farsi passare mosca alcuna dal naso, si passa alle vie di fatto magari strattonando anche l’uniforme del Vigile Urbano. E non finisce qua! Perché quello stesso genitore che non può mai avere torto si recherà subito dopo presso altra forza dell’ordine per sporgere querela contro il Vigile Urbano di prima adducendo che è stato scostumato, maleducato e che avrebbe anche aggredito verbalmente il povero genitore.

Si pensi all’alta valenza formativa-pedagogica nei confronti del minore che memore di quell’episodio, nel futuro (quando sarà grande) si sentirà ampiamente legittimato a fare quello che aveva fatto la sua mamma e/o papà! Ma siamo Vigili Urbani! Deve scivolarci tutto addosso. Finita la scuola, tutte le unità (regolarmente comandate in turni con i citati ordini di servizio giornalieri) partono con le mansioni loro affidate (molto numerose e molto complesse grazie alla normativa sempre fiorente in questo): chi è preposto alle informazioni anagrafiche, chi è preposto agli accertamenti ed informazioni commerciali/annonarie ed artigianali, chi è comandato per gli abusi edilizi e chi per gli abusi ambientali e chi, ancora, alla polizia tributaria. 
Immancabili, ovviamente, le pattuglia di pronto intervento preposte, anche, al controllo del commercio ambulante. Imprevisti permettendo, ci scappa anche l’unità a posto fisso in qualche zona sensibile.

Iniziata l’attività operativa vera e propria, puntuale il consueto incidente stradale (fortunatamente quasi sempre di lieve entità) rilevato (giusta pacifici accordi con le altre Forze dell’Ordine) unicamente dalla Polizia Municipale: risultato? Pattuglia fuori gioco per almeno due ore (tra rilevazione del sinistro, compilazione degli atti, ascolto della parti coinvolte, acquisizione referti medici, ecc.). 
Dobbiamo sperare che nel frattempo non ci siano altri incidenti, perché altrimenti se la pattuglia di pronto intervento è ancora impegnata nel primo sinistro, bisognerà attivare le altre unità comandate per altre mansioni le quali, ovviamente, interverranno prontamente trascurando però le fatidiche “carte” che il giorno dopo ci saranno subito sollecitate dagli Uffici richiedenti (altri uffici comunali, Camera di Commercio e, soprattutto, Procura della Repubblica che ha demandato alle Polizie Municipali la quasi totalità di notifiche di atti giudiziari vari alcuni dei quali molto delicati – avvisi di garanzia, ecc.).

Ma siamo Vigili Urbani! Dobbiamo far fronte a tutto ed in fretta!

Nel frattempo è quasi finita la mattinata, tutti a scuola per l’uscita sperando, sempre, che non ci siano altri imprevisti perché altrimenti qualche scuola potrebbe restare scoperta.

E’ arrivato il pomeriggio, solitamente un po’ più tranquillo. Con tutte le unità a disposizione e spesso con l’eccellente collaborazione di Polizia e Carabinieri (con i quali esiste uno splendido rapporto di collaborazione e sinergia) organizziamo i fatidici posti di controllo o gli autovelox. 
E qui ecco emergere tutte le situazioni più disparate e variopinte: chi correva disperato per assistere non so chi non avvedendosi del limite di velocità, chi usava il cellulare (quei pochissimi che non lo hanno abbassato quando ci hanno visto) per circostanze di vita o di morte, chi la cintura l’aveva appena tolta perché il medico così aveva imposto, chi il casco non lo può usare perché gli fa male la testa, ecc., ecc. 
Il tutto farcito dai soliti episodi di intolleranza anzidetti ove, però, stavolta è spesso il minore a prendere il sopravvento sul genitore nell’aggredire il Vigile Urbano che sta contravvenzionando lo stesso minore perché andava in due sul ciclomotore anche se non consentito (nonostante i plurimi avvisi fatti a scuola e non solo) o perché non aveva lo specchietto retrovisore. 
Ed in questo caso è il genitore ad assistere muto all’episodio senza neanche minimamente redarguire il proprio figlio sulla nefandezza del gesto.

Ma siamo Vigili Urbani! Deve scivolarci tutto addosso.

In questo frangente, arriva puntuale la chiamata dalla centrale operativa: il 118 ha chiamato perché dobbiamo eseguire un trattamento sanitario obbligatorio. Si molla tutto e si corre. E’ un’emergenza! Ma tanto siamo abituati: per noi tutto è emergenza! 
Intanto, l’unità a posto fisso su via Grassi o su Piazza Diaz nel mentre cerca di mantenere tutto in ordine (magari contravvenzionando ”il solito distratto” che per ”quei soliti cinque minuti” aveva abusivamente occupato lo stallo per i disabili) viene chiamata in modo abbastanza “deciso” ad intervenire perché è stato irregolarmente occupato lo stallo adibito a carico/scarico merci. 
Il Vigile interviene, sanziona e ultimato ciò si accinge a sanzionare anche un’altra vicina macchina che impropriamente era stata parcheggiata in prossimità di un passo carrabile. Dico si accinge perché quella macchina è della persona che aveva richiesto poco prima l’intervento dello stesso Vigile. Apriti cielo perché ovviamente la tendenza è quella di pretendere la tolleranza zero e la piena legalità per gli altri, ma mai per sé.

Ma siamo Vigili Urbani! Deve scivolarci tutto addosso.

Tanto ci sarebbe ancora da dire sull’interminabile giornata del Vigile Urbano ma preferisco fermarmi qui. Vorrei solo ricordare che per i verbali suddetti (ovviamente impugnati innanzi alle competenti autorità) in maniera quasi assoluta gli stessi vengono sistematicamente annullati perché secondario il nostro giudizio (si badi bene di pubblici ufficiali nel pieno adempimento dei propri doveri) e sempre subordinato a quello dei trasgressori le cui giustificazioni sono considerate prevalenti sul merito del nostro operato.

Preg.ma sig.ra Marchese, quello che Lei dice sostanzialmente non è sbagliato, ma anche quanto sopra illustrato, purtroppo, è corretto. Le cause dell’intolleranza alla legalità sono molto profonde ma non complesse: la radice risiede sempre e comunque nell’inadempimento dei doveri educativi a carico dei gruppi sociali ai vari livelli, famiglia in testa. Se quei genitori a cui si faceva sopra riferimento educano in siffatti distorti modi i propri figli, cosa si può pretendere dagli stessi domani? 
Ovviamente si cerca poi in chi è preposto ai controlli ed alla repressione quella famosa “pezza” alle enormi falle causate. Ma non è così che deve essere. Il rispetto della legalità è direttamente proporzionale al pieno adempimento dei propri doveri nell’ambito di ogni contesto sociale.

Ovviamente tutto questo non ci scoraggia. Noi andremo sempre avanti per la nostra strada con umiltà, ma sempre più tenaci, decisi e determinati che mai. E’ questo il nostro lavoro/obiettivo: l’adempimento ai doveri istituzionali senza mai adottare alcuna linea più morbida (mai l’abbiamo fatto e mai lo faremo) anche se ogni tanto siamo vittime di qualche atto vandalico posto in essere da scellerati che hanno subìto l’onta dell’applicazione della legge da parte nostra. Noi dobbiamo lavorare al fianco ed a favore di quella fascia sociale (fortunatamente sempre crescente) che applica la legalità e giustamente la pretende.

Un’ultima considerazione. Mi sento di dissentire quando leggo che Nardò è terra di nessuno. Anzi proprio in questo ultimo periodo sono state molteplici le azioni volte a contrastare l’illegalità preponderantemente in materia di circolazione stradale. 
Fino a qualche anno fa il casco era un optional e le cinture di sicurezza erano illustri sconosciute. Credo che semplicemente guardandosi attorno ci si può rendere conto di come le cose siano cambiate e come certamente ancora cambieranno in meglio anche grazie alla preziosa ed insostituibile opera di Voi cittadini innamorati dell’ordine e della civile convivenza. Collaboriamo tutti insieme e certamente Nardò rimarrà a testa fieramente alta ed immune dagli squali della barbarie.

IL COMANDANTE
Ten.Col. Cosimo Tarantino

Fonte: www.portadimare.it

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