Questo articolo è stato letto 21 volte

Pesante sconfitta del Comune di Cesena nella causa contro un appartenente alla Polizia Municipale – sindacalista

comune-cesena

Vediamo cosa è successo. Il Sindaco di Cesena a settembre 2011 dispone la non assegnazione dell’arma all’agente di PS Rondini Giampiero; o meglio, visto che l’arma già ce l’ha e presta servizio in uno dei reparti operativi della PM cesenate, gli viene tolta. La conseguenza immediata è un ordine di servizio del Comandante col quale viene trasferito con effetto immediato al nucleo informatovi ed educazione stradale.

 

La questione non è di poco conto. L’agente di PS al quale l’arma è stata tolta, dopo aver vinto pubblico concorso ed aver prestato senza alcun addebito o carenza di requisiti servizio in reparti operativi della Polizia Municipale di Bologna, è arrivato da qualche anno in mobilità alla PM di Cesena.  Quindi non si capisce perché, come un fulmine a ciel sereno, l’arma sia stata tolta con un provvedimento urgente con una motivazione “del tutto insufficiente ed irragionevole”, senza aver “assolto l’onere motivazionale di estrinsecare l’iter logico seguito per addivenire alla determinazione di non rinnovare l’assegnazione dell’arma al ricorrente e di trasferirlo ad altro servizio comunale”. L’agente di Polizia Municipale, assistito dal suo sindacato (il Rondini è un sindacalista aziendale di una sigla autonoma presso la Polizia Municipale di Cesena) presenta ricorso al TAR.

 

Il Comune di Cesena giustifica i provvedimenti adottati con riferimento ad una condanna penale subita dal ricorrente in data 22/10/1992 (anteriormente, quindi, alla immissione in servizio quale agente di Polizia Municipale del comune di Bologna) perché dichiarato responsabile del reato di cui all’art. 73 comma 5, D.P.R. n. 309 del 1990 e in presenza, dall’altro lato, di una carriera quale agente della Polizia Municipale vincitore di pubblico concorso, sviluppatasi senza elementi negativi dal 2002 al 2006 presso il comune di Bologna e dal 2006 fino ad ora presso il comune di Cesena, con assegnazione al medesimo dell’arma, in via continuativa dal 4/9/2003 fino all’adozione del provvedimento impugnato.” Il reato però è stato dichiarato estinto in data 28/3/2002 dal G.I.P. di Tempo Pausania (quindi prima dell’entrata in servizio alla Polizia Municipale di Bologna).

 

Già il TAR Emilia – Romagna – qualche anno fa, era intervenuto per “cassare” un provvedimento simile a danno di un operatore della Polizia Municipale di un altro comando romagnolo che, pur mantenendo la qualifica di PS e non avendo manifestato motivi ostativi fisici o psichici al possesso dell’arma, era stato ingiustamente “disarmato” e trasferito ad altre mansioni.

 

Ora il TAR, con la sentenza N. 00292/2012 REG.PROV.COLL. N. 01429/2011 REG.RIC, ordina al Comune di Cesena di riassegnare l’arma al Rondini e di ricollocarlo nel reparto ove prestava servizio.


Se non è vero che “la storia di ripete”, in quanto ogni fatto ed evento è unico, è però altrettanto vero che “la mancata conoscenza della storia contribuisce a commettere errori che già altri hanno commesso”.

 

Nel caso di Cesena non conosciamo con esattezza i fatti (o meglio chi scrive li conosce per motivi personali ma  per correttezza non può divulgare in questa sede).  Chi dice che il collega sia stato trasferito per i suoi trascorsi penali (ma allora avrebbe sbagliato addirittura Bologna? E l’estinzione del reato a che serve?).  Chi invece dice (Vox populi fra i colleghi) che il Rondini stia stato a suo tempo trasferito come punizione/ritorsione per un attività sindacale con linguaggio “sindacalese” troppo acceso nei confronti del Sindaco e del Comandante.

 

Qualunque sia la motivazione, i vertici cesenati ne escono con le ossa rotte, sia dal punto di vista legale che di immagine. Per correttezza va detto che la sentenza non è ancora passata in giudicato e che il Comune di Cesena potrebbe, non soddisfatto della decisione del TAR, rivolgersi al Consiglio di Stato.

 

Di certo c’è che il collega ha diritto all’immediata rassegnazione dell’arma e ad essere ricollocato presso il reparto ove prestava servizio.

 

Vedremo cosa succede e, soprattutto, se i vertici cesenati si adegueranno oppure se decideranno di investire ulteriori risorse economiche per opporsi alla decisione del TAR.

One thought on “Pesante sconfitta del Comune di Cesena nella causa contro un appartenente alla Polizia Municipale – sindacalista

  1. UN POLIZIOTTO, DISARMATO, NON VALE UNA CICCA. Anche senza le cartucce, l’arma solo a vederla fa paura.
    Francesco (Frank) Padula
    Presidente.
    ICVPA..ASAPS, Sez. Periferica Nord America.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *