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Strade più strette, dossi e dissuasori ecco i progetti per traffico e sicurezza

Non solo autovelox e verbali: tutti gli accorgimenti allo studio per aumentare la sicurezza in centro e in periferia. Dall’inizio dell’anno quasi 8.000 multe per eccesso di velocità dalle telecamere fisse.

Il senso della nuova linea del Comune contro l’eccesso di velocità in città lo spiega l’assessore al Traffico, Pierfrancesco Maran: «La prevenzione non si fa solo con le multe dice abbiamo allo studio anche interventi sulle sedi stradali, un programma di limiti più stretti in alcune strade e campagne di educazione per una mobilità sicura». Il primo strumento di contrasto alle velocità folli in città restano comunque le macchine fotografiche e le telecamere degli autovelox. Gli impianti fissi in città sono nove, installati in sei grandi strade. Nel 2011 gli occhi elettronici hanno rilevato 33.875 infrazioni del limite di velocità e nella prima parte del 2012 (dal primo gennaio al 30 aprile) il conto delle multe è già a 7.821.

Le sanzioni sono pesanti. Per chi eccede il limite di 10 chilometri orari il verbale è di 39 euro. Per gli sforamenti di 40 km/h si pagano 159 euro e si perdono 3 punti della patente. Chi viaggia a 60 chilometri orari oltre la soglia prende una multa di 500 euro, con 6 punti decurtati e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. La pena massima, per chi fa segnare sul tachimetro più di 60 km/h oltre il limite, è di 769 euro, con 10 punti bruciati e il ritiro del permesso di guidare da 6 a 12 mesi. Ma le multe inflitte dalle telecamere sono meno penalizzanti di quelle staccate direttamente dal vigile: qualunque sia la velocità rilevata, infatti, chi riceve a casa un verbale “automatico” con la foto scattata dall’autovelox può decidere di non indicare il nome del conducente a bordo. In quel caso, il proprietario del veicolo paga la sola multa con un’aggiunta di 269 euro, salvando punti e patente. Solo i vigili, con i radar mobili, hanno invece la possibilità di fermare il conducente, identificarlo e procedere al decurtamento dei punti o al ritiro della patente.

GLI APPARECCHI FISSI. Nel 2003 l’allora sindaco Gabriele Albertini presentò un “piano autovelox”, poi realizzato solo in piccola parte, che prevedeva l’installazione di 70 apparecchi fissi: da via Chiodi a via Corelli, da piazza Miani a viale Scarampo. Negli anni lo scenario è cambiato, in seguito a sentenze di Cassazione e interventi legislativi che hanno limitato l’impiego di questi strumenti. Oggi in città i rilevatori fissi sono nove: due in via Monte Ceneri, due in via Renato Serra, due in via Legioni Romane. Un impianto è installato in via Novara all’angolo con via San Giusto, uno in via Bazzi in direzione via Antonini e uno in via Fermi, che controlla il traffico verso via Brusuglio.

I PUNTI PERICOLOSI. L’associazione Avisl (vittime incidenti stradali e sul lavoro) aggiorna ogni anno la mappa delle vie dove si verificano più di frequente incidenti mortali o con feriti gravi. Le strade con il più alto “indice di incidentalità”, quindi più pericolose, in città sono le circonvallazioni esterne, via Padova e viale Certosa. «La velocità dei veicoli a motore è un fattore di rischio molto influente, soprattutto per gli utenti deboli come ciclisti e pedoni. Per questo è necessaria una politica di revisione dei limiti e di controlli sul loro rispetto» dice il presidente dell’associazione Domenico Musicco, autore del manuale sull’applicazione del codice della strada “Eppure avevo ragione”, da poco uscito in libreria.

GLI INTERVENTI. «Per evitare l’eccesso di velocità gli autovelox non bastano, serve un progetto complessivo della città» dice Maran. Il banco di prova è il quartiere Adriano, dove il Comune ha impedito che le strade di minore percorrenza fossero a quattro corsie. «Vie troppo ampie e poco trafficate sono un incentivo alla velocità» aggiunge l’assessore. Altri interventi, su cui l’amministrazione sta ragionando, vengono suggeriti direttamente dai cittadini. È il caso di via De Amicis, in centro, dove il comitato dei residenti tramite il consiglio di Zona ha chiesto strisce pedonali illuminate in modo che gli automobilisti le vedano già da lontano e alzino il piede dall’acceleratore.

LE RISORSE. Oltre a includere nei progetti di rifacimento delle strade dossi rallentatori e semafori meglio visibili, Palazzo Marino ha avviato il programma delle “zone 30” in cui il limite di velocità è abbassato da cinquanta a trenta chilometri l’ora. I prossimi progetti di strade sicure, per i quali si immaginano anche limiti di velocità più severi, riguarderanno via Rosario, nel quartiere Figino, via Volturno e via De Castillia all’Isola. In tutti questi casi le infrastrutture necessarie alla sicurezza stradale saranno pagate come “scomputo oneri” da costruttori privati, senza pesare quindi sulle casse del Comune.

I CORSI. Avisl e Comune hanno avviato un programma di collaborazione per la sicurezza stradale che dovrebbe culminare nell’apertura a Palazzo Marino di uno sportello di consulenza e assistenza alle vittime della strada. L’intenzione è anche quella di lavorare assieme per la riduzione del rischio in città. «All’amministrazione chiediamo semafori attivi tutta la notte, più controlli con l’alcoltest sui guidatori e una campagna per la diffusione di cultura della sicurezza stradale dicono all’associazione è scandaloso che a Milano solo 2 automobilisti su 10 si fermino di fronte a pedoni che stanno per attraversare la strada».

Fonte: milano.repubblica.it

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