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Telecamera al cimitero: chiusa l’indagine

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Il pm Marco Forte ha identificato le tre persone per cui chiedere il giudizio.

 

CESENA. Le indagini sono chiuse. A breve il pubblico ministero che le ha coordinate, Marco Forte, potrebbe far partire le richieste di rinvio a giudizio. Il caso è quello del dipendente comunale sorpreso (con l’uso di telecamere-spia) a portarsi a casa la macchina smarca tempo.
Per usarla da casa e gestire “a piacimento” il proprio lavoro di custode del cimitero. L’uomo, per direttissima, è stato già giudicato. Si è anche licenziato chiedendo scusa a tutti.La vicenda però, non è ancora finita. ha avuto altri sviluppi che, come preannunciato in passato dal Corriere, vedono protagonisti altre tre persone del Comune. Si tratta di dirigenti. Sono Ernesto Grippo, comandante della polizia municipale, Silvia Kranz, referente intercomunale del servizio contenziosi e Gualtiero Beranbini, responsabile dei servizi cimiteriali. Davanti ad un giudice per le indagini preliminari, dopo le investigazioni svolte dai carabinieri di Cesena, il pm Marco Forte contesterà loro violazioni allo statuto dei lavoratori e violazioni in termini di privacy.Proprio quest’ultimo tipo di contestazione ha caratteristiche particolari.Le telecamere furono installate all’interno del piccolo ufficio che il dipendente “furbetto” utilizzava, all’interno del cimitero di Ruffio. Ma il campo santo viene considerato dal codice alla stregua di una dimora (anche se lo è solo per il “riposo eterno”). Quindi le contestazioni ipotizzate sono simili a quelle che si avanzano a persone che decidono l’installazione di telecamere-spia all’interno di una casa. Senza avere l’autorizzazione della magistratura per un indagine. Per l’inchiesta appena chiusa gli indagati hanno collaborato nel tentativo di smascherare il dipendente che aveva portato a casa la smarca tempo. Installando la telecamera nel luogo di lavoro.

 

Fonte:  www.corriereromagna.it

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