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Dove finiscono i soldi delle multe?

Taglio del 90 per cento su base annua dei proventi per gli enti che non comunicheranno con precisione come vengono usati i proventi.
Con l’approvazione del decreto sulle “semplificazioni fiscali”, convertito in legge (n. 44/2012) lo scorso 26 aprile, cambia anche il Codice della Strada. In particolare l’articolo 208 (“Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie”) che stabilisce a quale ente e in che misura finiscono i soldi delle multe elevate per eccesso di velocità.
In pratica, fino a oggi, ente accertatore ed ente proprietario della strada dovevano dividere a metà i proventi delle multe relative all’art. 142 del Codice della Strada (“Limiti di velocità”) per infrazioni accertate con apparecchiature e strumenti come l’autovelox, il telelaser, il cronotachigrafo.

Ad esempio se su una strada provinciale viene elevata una contravvenzione per eccesso di velocità dalla Polizia municipale la metà della somma deve finire nelle casse del Comune e metà in quelle della Provincia. Oppure, sempre per restare allo stesso esempio, se a fare la multa è la Polizia stradale un 50 percento va allo Stato (da cui dipende la Polstrada) e l’altro 50 percento alla Provincia. Si tratta di un bel gruzzoletto per gli enti locali che, per legge, devono comunicare ogni anno al Ministero dei Trasporti e a quello degli Interni l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza relativi all’anno precedente.

Ma che succede se, come è spesso accaduto finora, l’ente locale non provvede alla comunicazione della ripartizione annuale dei proventi previsti dall’art. 142 del Codice della Strada?

Con la conversione in legge del decreto sulle semplificazioni fiscali, la percentuale dei proventi spettanti si riduce, per gli enti inadempienti, dal 50% a un misero 5%: un taglio netto del 90 percento su base annua.

Perché la norma diventi cogente il Ministero dei Trasporti dovrà emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge (e quindi entro fine luglio) un decreto attuativo che regolamenti nel dettaglio la questione. Se il decreto non dovesse essere emanato nei termini previsti resteranno comunque in vigore le disposizioni (commi 12-bis, 12-ter, 12-quater) dell’articolo 142 del Codice della Strada, per cui i proventi andranno comunque ripartiti, andranno effettuati i versamenti di competenza all’ente proprietario della strada e dovranno essere trasmesse per via telematica le deliberazioni di Giunta in cui si specificano come sono stati spesi i soldi provenienti dalle multe elevate con gli autovelox.

In sostanza, se vorranno gestire ancora i congrui proventi delle multe per eccesso di velocità, gli enti locali dovranno indicare come hanno speso i soldi, permettendo così di verificare se la ripartizione è stata eseguita correttamente secondo i criteri previsti dall’art. 208.
Un plauso alla nuova legge arriva dall’ASAPS, l’Associazione amici della Polizia Stradale (che da anni si batte per la sicurezza sulle strade), che auspica che un tale inasprimento delle sanzioni sia previsto anche per quegli enti che non comunicano per tempo e in modo esatto i dati degli incidenti stradali rilevati.

Fonte: www.repubblica.it

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