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Genova – Ambulanti minacciano suicidio

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Quando la polizia municipale gli ha impedito di vendere i panini con il suo furgone, lui è salito sino all’ultimo piano dei parcheggi della Fiumara. Poi si è arrampicato sul tetto minacciando di buttarsi giù. «Sono quindici anni che lotto per avere il permesso di occupazione pubblica, ho due figlie da mantenere» ha urlato dal quel tetto. A venti metri dal suolo. Mentre sotto di lui, la fiumana di persone si stava accalcando davanti agli ingressi del 105 Palace, pronta ad assistere al concerto di Tiziano Ferro.

Giovanni Mamone, 47 anni, è uno dei “paninari” più famosi di Genova. Ha quel furgoncino grigio che di solito si ferma sotto la sopraelevata, in via Gramsci, oppure in piazza Dante. Quando ci sono i concerti, invece, raggiunge la rotonda della Fiumara, davanti al palazzetto. Così ha fatto anche ieri sera, prima che la polizia municipale gli bloccasse il mezzo perché sprovvisto di permesso d’occupazione del suolo pubblico. «Per questo ho deciso di salire là sopra. Perché non ce la faccio più ad andare avanti. Nessuno di noi ha quel permesso. In mano abbiamo solo la licenza che ci permette di vendere panini». Così spiega l’uomo. Dopo un’ora passata sul tetto del parcheggio del centro commerciale.

«Ho Equitalia sulle spalle – rincara – non so come pagarla. Se non mi permettono nemmeno di lavorare sono finito». Un fiume in piena. Rabbia e preoccupazione. La decisione di arrampicarsi sino al tetto dell’edificio presa dopo che la polizia municipale, con un suo mezzo, ha impedito a Mamone di aprire il suo banco di panini ambulante. «Mi hanno controllato i documenti – racconta Mamone – e mancava il permesso di utilizzare parte del suolo pubblico. Quella, nonostante siano quindici anni che provo ad ottenerla, scrivendo a Prefettura, Comune e Regione, non l’ho mai avuta. Nemmeno i miei colleghi. Però c’è sempre stato un tacito accordo. Abbiamo sempre preso la multa, ma nessuno ci ha mai impedito di lavorare».

Ieri è andata diversamente. I vigili hanno impedito, chiudendo il mezzo con un furgone di servizio, di aprire il banco. E per oltre un’ora, poi, hanno dovuto convincere l’uomo a scendere dall’edificio. Lui non ne voleva sapere, continuava ad urlare che non riesce ad andare avanti. E nonostante il traffico per il concerto di Tiziano Ferro, la folla di persone, sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco con un’autogru. «Devono spiegare a tutti noi come facciamo a vivere – ha proseguito Mamone -. Se ci viene lasciata una licenza per poter vendere panini con il furgone, è assurdo che poi ci venga impedito di farlo. Almeno ci spieghino come si fa ad ottenere i permessi per potersi piazzare in strada. Non possiamo morire di fame noi e le nostre famiglie».

Poco prima dell’inizio del concerto, infine, l’uomo ha deciso di scendere da solo. Non accompagnato dai vigili del fuoco. «Non riesco più ad andare avanti così. Devo pagare i debiti delle multe. Non è possibile farlo lavorando, figuriamoci se non possiamo aprire nemmeno baracca». Un’ora con il fiato sospeso. La gente in coda per l’ingresso al Palazzetto tutta a guardare lassù. Quell’uomo che minacciava di farla finita.

Il “paninaro”, adesso, verrà denunciato per procurato allarme. Nessuna sanzione, invece, nei confronti del suo furgone, che non ha potuto aprire per la vendita. «Che mi denuncino – ha detto ancora Mamone, prima di riprendere il suo mezzo – morire di fame o non poter far vivere la propria famiglia è sicuramente peggio».

Fonte: www.ilsecoloxix.it

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3 thoughts on “Genova – Ambulanti minacciano suicidio

  1. polizia municipale di genova conferma la sua fama. fiat lex pereat mundi… è proprio quello che la loro secolare mancanza di intelligenza e sensibilità professionale, sommate alla ottusità della magistratura, stanno garantendo. LA FINE DEL MONDO IN NOME DELLA LEGGE!

    • solo in Italia…perchè siamo al livello dei paesi africani con sta cultura del “ma si, pur di tirare a campare….posso fare il cazzo che voglio”!!

  2. tutto il mondo e’ paese collega mio anke ad agrigento succede questo se non conosci qualke politico non otterrai mai nulla (ma non x tutti e’ uguale)

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