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Roma, vigili, spuntano gli abusi edilizi. Nuove accuse per gli agenti già arrestati

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Quando ha letto sui giornali che erano stati indagati i vigili urbani del caso Bernabei, ha capito che il primo ad accorgersi che c’erano presunte mele marce in quegli uffici era stato proprio lui AntonioPanci, esperto di ambiente e nemico degli abusi edilizi nel centro storico. Perché i due pizzardoni accusati di aver preteso mazzette dall’imprenditore Bernabei, lui li aveva colti in castagna parecchio tempo prima, per una storia di abusi edilizi nei palazzi storici del centro di Roma. E li aveva denunciati in procura facendo scattare un’inchiesta che riguarda anche le presunte rappresaglie delle quali Panci sarebbe stato vittima. «Giancarlo Vicari e Giampiero Capitani sono gli stessi che mi hanno vessato, screditando la mia reputazione insieme al loro collega Ornello Merosi», dice adesso Panci. E Merosi non è indagato nell’inchiesta scaturita dalla denuncia dei fratelli Bernabei ma è stato ascoltato come testimone, perché inizialmente era stato scambiato dall’imprenditore per il vigile Spartaco Pierotti.
La storia del signor Panci, consulente tecnico ambientale che svolge il suo lavoro in un’associazione di volontariato, inizia da quello che lui definisce «un tentativo di screditare alcuni esposti da me presentati contro una serie di abusi edilizi commessi in palazzi storici situati in vie centrali della Capitale, come via Monserrato». Anni fa, Panci si era rivolto a Merosi, all’epoca responsabile del nucleo ambientale e edilizio del primo gruppo, che invece di provvedere a regolarizzare la situazione l’avrebbe caldamente invitato a lasciar perdere. «Dopo le mie segnalazioni, avevo cominciato a subire delle vere e proprie rappresaglie dai vigili dell’XI Municipio. Nel febbraio del 2010, per esempio, mi hanno denunciato per occupazione abusiva di un appartamento alla Garbatella. Ma io avevo ottenuto l’assegnazione della casa nel 2004. Abito ancora lì, in via degli Armatori». Il procedimento relativo a quella denuncia era stato velocemente archiviato: un decreto del gip definiva Antonio Panci «legittimo assegnatario» dell’alloggio. Nell’ottobre del 2011, invece, un’altra brutta sorpresa: avendo bisogno di alcuni certificati, Panci si era recato all’ufficio Anagrafe del I Municipio e lì aveva scoperto di essere stato «cancellato dal terminale per irreperibilità accertata in data 12.07.2011». «Non si può nemmeno immaginare il mio stupore quando il funzionario mi disse che risultavo emigrato». Il suo nome era stato rimosso dalle liste anagrafiche dei residenti nel Comune di Roma. Lui non ne sapeva nulla, e nonostante tutte le richieste che ha inoltrato, i suoi dati non sono ancora stati reintegrati. Cancellato per irreperibilità. «Ma io sono sempre stato reperibile e residente in quell’appartamento». A quanto racconta, gli avvisi dei controllo dei vigili andati a vuoto non gli sarebbero mai stati notificati. Nessuna comunicazione, nemmeno una telefonata. «Eppure il mio telefono funziona, e ricevo senza problemi la posta».

Ma la storia prosegue e prende una piega inaspettata. «Preoccupato per la situazione, ho fatto alcune verifiche e ho scoperto che il procedimento di irreperibilità era stato attivato proprio da Merosi, Capitani e Vicari. Io li ho denunciati per questo fatto». La vicenda è tuttora al vaglio dei magistrati, ma questa testimonianza potrebbe appesantire il fascicolo dell’indagine sulle presunte mazzette agli agenti del primo gruppo. Perché in una raccomandata datata 5 marzo 2012 e indirizzata al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, Panci ha chiesto di poter mettere tutto a verbale anche nell’inchiesta sul caso Bernabei. «Non si tratta di cose campate per aria», ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Pietro Nicotera, «le denunce sono pertinenti». E aggiunge che c’è un altro processo, attualmente a dibattimento, in cui il suo assistito è costituito parte civile: ancora una volta è coinvolto un agente del primo gruppo, Enrico Siri. Accusato di falso in atto pubblico e soppressione di atti per aver falsificato, nel 2008, il verbale di un banale incidente stradale tra Panci e un tassista.

Fonte:  http://www.ilmessaggero.it/

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One thought on “Roma, vigili, spuntano gli abusi edilizi. Nuove accuse per gli agenti già arrestati

  1. Sono anche io vittima di un evidente abuso edilizio (nuova costruzione) denunciato a tutti gli organi competenti della XIII circoscrizione nonché alla Procura.
    A distanza di un anno dall’inizio lavori di due ville (dove la cubatura possibile ne avrebbe consentita a mala pena una sola) situate inoltre ad una distanza di 6/7 metri dalla mia facciata dove la legge 1444, art.9 prevede 10 metri “dove tale legge è tassativa e inderogabile, al punto tale da rendere nulli tutti gli atti emessi dagli uffici preposti, in deroga a tali disposizioni”! Ed allora cominciano cause, soldi per Avvocati, stress indicibile ecc…Ma tutto tace. E come per miracolo nasce un progetto con tanto di approvazione che riporta le distanze incompatibili con la legge ma nessuno se ne accorge. Eppure 16 giorni dopo l’approvazione del progetto, mi ero recata negli uffici di Civiltà del Lavoro per verificare il permesso a costruire ma nella cartella intestata alla Società costruttrice non esisteva niente, se non una domanda per costruire locali di o a servizio di altre ville costruite in precedenza!!!!!ma non ancora andata in Commissione….Però un anno dopo le due ville indisturbate continuano a crescere, con l’intervento di squadre di operai rumeni, napoletani e del frusinate.

    Potrei anche raccontare delle due visite da me sollecitate a seguito di esposto, ai vigili urbani della XIII. NON LO FACCIO DETTAGLIATAMENTE perché non voglio
    offendere la correttezza e la competenza di tanti altri loro colleghi, che ancora credono nell’importanza della loro opera a difesa del territorio.Questa storia sta diventando pesante ma non mi fermerò mai o almeno finché non verrà ripristinato l’ordine negli uffici sopra detti.

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