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Milano, Area C, raffica di cartelle pazze «Troppi errori, stop alle multe»

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Lunghe code dai vigili. Oltre 3 mila verbali annullati

Fanno la fila in piedi dopo essere entrati in auto. I tartassati dell’Area C intasano l’ufficio dei ghisa e attendono pazientemente il loro turno allo sportello: sono centinaia ogni giorno, sanzionati per migliaia di infrazioni mai commesse, puniti da un baco del cervellone elettronico o dai ritardi della burocrazia. Matteo, 45 anni, piccolo imprenditore nel ramo trasporti: «Trenta verbali in due mesi, le pare possibile? No, infatti: non è stata registrata la pratica della mia impresa». Nel girone degli stangati, prima porta a destra nella palazzina di via Friuli 30, si muovono nervosi i proprietari di auto gpl, artigiani, commercianti, i titolari di abbonamenti al ticket con Rid bancario e i lavoratori turnisti multati nonostante la deroga. Secondo le ultime stime del Comune, la centrale di controllo lavora con un margine d’errore poco superiore all’1,11 per cento: circa 3.300 contravvenzioni, sulle 299.912 già notificate dai vigili urbani (tre su quattro sono state staccate a persone non residenti a Milano, il dato è aggiornato al 23 maggio), si sono dimostrate sbagliate e sono state subito annullate con un provvedimento di autotutela.

C’è un comitato di cittadini in assemblea permanente negli uffici della polizia locale: 532 persone al giorno, dal lunedì al sabato, smistate su 28 sportelli. Ricevimento: ore 8-16 nei giorni feriali e servizio ridotto al sabato. Tempi di attesa? «Una media di 17 minuti», dicono da Palazzo Marino. «Sono qui da tre ore!», borbottava ieri l’imprenditore dei trasporti. «Abbiamo potenziato il servizio per evitare disagi», spiega l’assessore alla Polizia locale, Marco Granelli. È sufficiente? «Ci sono cittadini che perdono giornate intere di lavoro per evitare multe ingiuste», ribatte il leghista Matteo Salvini: «Il Comune sospenda l’invio delle cartelle pazze. Noi affiancheremo gli automobilisti nelle cause per danni».

Le telecamere registrano gli accessi dal lunedì al venerdì, tra le 7.30 e le 19.30. Dal 16 gennaio sono stati pagati 1,2 milioni di ingressi (i pin attivati) e il trend delle infrazioni s’è via via assestato nei primi mesi di applicazione del pedaggio da 5 euro: erano quasi 5 mila al giorno al debutto, sono progressivamente calate attorno alle 4.200 attuali. I ricorsi depositati negli uffici di via Friuli sono invece 2.659 e descrivono puntualmente le «falle» del sistema Area C: enormi ritardi nella regolarizzazione degli addebiti su conto corrente da parte degli istituti bancari (solo adesso stanno arrivando le autorizzazioni); il disallineamento dei database della Motorizzazione con gli elenchi di Palazzo Marino; l’anomalia delle vetture convertite dalla benzina al metano o al gpl e non riconosciute ai varchi elettronici. Infine, proprio in questi giorni, i milanesi stanno ricevendo 160 mila verbali per infrazioni stradali commesse nel secondo trimestre del 2009. La stangata che viene dal passato.

Fonte: milano.corriere.it

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