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Fondo vittime della strada: quel rosso complica tutto

La Corte dei conti ha di recente messo in luce un dato che non lascia presagire nulla di buono, e cioè un rosso di 71,6 milioni di euro per il Fondo di garanzia per le vittime della strada nel 2010. Non vorremmo che si debba correrei ai ripari aumentando la quota da devolvere al fondo, quota che alla fine paga il cittadino.

COME FUNZIONA –  Infatti, la tariffa Rca comprende le imposte da versare alle Province (il 12,5%, con la possibilità di elevarso al 16%, come hanno fatto quasi tutte Province, o di farlo calare all’9%) e le tasse per il Servizio sanitario nazionale (10,5%), nonché per il Fondo di garanzia per le vittime della strada (2,5%). Proprio questo 2,5% potrebbe salire, così da dare modo al Fondo di “respirare” e di indennizzare senza problemi tutti gli automobilisti che ne hanno diritto. A tale proposito, ricordiamo che il Fondo, istituito con legge numero 990 del 1969 (abrogata con l’entrata in vigore del Codice delle Assicurazioni private), è amministrato, sotto la vigilanza del ministero dello Sviluppo Economico, dalla Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici, nata il 1° ottobre 1993 con l’obiettivo di svolgere le funzioni assicurative pubbliche, gestite in precedenza dall’INA. Il Fondo per le vittime della strada assolve allo scopo di provvedere al risarcimento dei danni causati da veicoli o natanti non identificati o non assicurati, o assicurati con Imprese poste in liquidazione coatta amministrativa, nonché per i veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario (con determinati vincoli e franchigie in materia di liquidazione dei danni a cose e persone). E questo è il problema: ci sono 3,5 milioni di veicoli senza Rca (in crescita), e quindi salgono le probabilità che ci sia un incidente con una vettura non assicurata.

GUAIO PIRATI – Allo stesso modo, un guidatore non assicurato è spinto a scappare a fuggire dopo un sinistro, per non incorrere in sanzioni da Codice della strada, ma soprattutto per non subire la rivalsa del Fondo delle vittime, il quale rimborsa il danneggiato e poi si fa dare il risarcimento dal responsabile dell’incidente. È ovvio e comprensibile, quindi, che il Fondo voglia vederci chiaro quando c’è una domanda d’indennizzo: con questi chiari di Luna, qualche “furbetto” potrebbe cercare di incassare illecitamente quattrini fingendo di essere vittima di un pirata, dileguatosi senza lasciare tracce. Con la crisi e col rosso di bilancio, c’è il rischio che ottenere il rimborso dal Fondo diventi più difficile: i tanti onesti (la netta maggioranza) che “pagano” le malefatte di un numero crescente di truffatori.

Fonte: www.sicurauto.it

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