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Costi minimi: sarà il Ministero dei Trasporti ad applicare le sanzioni

21/06/2012 12:50 0 commenti

E’ il Ministero dei Trasporti l’autorità competente ad applicare le sanzioni in materia di violazione delle norme sui costi minimi per i contratti di trasporto non scritti e di trasgressione del termine di 90 giorni dall’emissione della fattura per il pagamento dei corrispettivi di trasporto. Lo afferma il decreto interministeriale del 20 aprile scorso apparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 140 del 18 giugno 2012.

 

La norma spiega che solo il Ministero dei Trasporti – Direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità –  è l’autorità competente ad applicare le sanzioni previste dal comma 14 dell’articolo 83 bis della Legge 133/2008. “Con la pubblicazione di questo provvedimento – spiega una nota di Conftrasporto – viene meno una delle motivazioni principali che, fino a questo momento, ha impedito l’applicazione delle sanzioni legate alle violazioni sopra indicate, rappresentata dalla frammentazione della procedura tra tre organismi (il Ministero dei Trasporti, quello dello Sviluppo economico e l’Agenzia delle Entrate). Ora, per l’intero procedimento diventa competente il Ministero dei Trasporti, al quale spetta anche il compito di adottare il provvedimento sanzionatorio, per cui l’applicazione delle sanzioni legate alle violazioni dell’art. 83 bis riceverà nuovo impulso”.

 

Il comma 14 dell’art. 83 bis prevede due tipologie di sanzioni legate all’inosservanza dei costi minimi e del termine di pagamento: l’esclusione fino a 6 mesi dalla procedura per l’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi e l’esclusione per un anno dai benefici fiscali, finanziari previdenziali di ogni tipo, previsti dalla Legge.Le sanzioni vengono comminate dall’autorità competente – il Ministero dei Trasporti – con le seguenti modalità:esclusione per un anno dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali.

 

L’applicazione avviene per anno solare, a decorrere dal 1 Gennaio dell’anno successivo a quello in cui viene notificato il provvedimento sanzionatorio; esclusione fino a 6 mesi dalle gare di appalto pubbliche. L’applicazione viene differenziata a seconda della “percentuale media di scostamento rispetto ai parametri normativamente previsti”, in relazione alla documentazione esaminata: fino al 10%, esclusione pari a 30 giorni; tra il 10% ed il 20%, esclusione per 60 giorni; oltre il 20%, esclusione di 90 giorni; oltre il 50%, raddoppio del periodo di interdizione. In caso di recidiva (nei tre anni successivi), il periodo di interdizione viene raddoppiato fino al limite massimo di 6 mesi.

 

Gli effetti del provvedimento interdittivo decorrono dal primo giorno del mese successivo alla data di notifica della sanzione.Il Ministero dei Trasporti pubblicherà sul proprio sito internet un elenco con le indicazioni necessarie per identificare i destinatari delle sanzioni applicate (partita Iva, codice fiscale, generalità del destinatario della sanzione ed estremi della notifica del provvedimento); in caso di impugnazione, vengono riportati anche gli esiti dei relativi giudizi e l’eventuale sospensione concessa dall’autorità giudiziaria. “L’aggiornamento dell’elenco – spiaga ancora la nota riassuntiva di Confrasporto – è effettuato dalla Direzione Generale del Ministero dei Trasporti, al più tardi, entro il 15 febbraio di ciascun anno, con riferimento agli atti notificati entro il 31 dicembre dell’anno precedente, per mettere in condizione gli enti e le amministrazioni preposte di verificare, con riferimento a tutti i benefici fiscali, il rispetto delle sanzioni applicate. Le informazioni restano pubblicate fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla notifica del provvedimento sanzionatorio e, comunque, fino al 31 dicembre dell’anno dopo alla definizione dell’eventuale contenzioso”.

 

Fonte:  www.trasporti-italia.com

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