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Padova –  Sparisce l’esito dell’alcoltest, due vigili indagati

Commissari della Municipale sotto accusa per falso e soppressione di documenti. Il pm chiede l’archiviazione ma ammette i dubbi. Ora la parola al gip.

Un incidente stradale ha messo nei guai due commissari della polizia municipale di Padova, finiti nel registro degli indagati per concorso in falso ideologico nonché per soppressione e distruzione di atti pubblici, tra cui l’esito di due alcoltest effettuati sulla guidatrice dell’auto che, la sera del 7 giugno 2009, sbandò in corso Australia, schiantandosi con la macchina dell’ex marito contro un guardrail.

La patente le fu ritirata, ma il procedimento non andò avanti, mentre nel fascicolo custodito presso gli archivi dei vigili urbani sia delle prove alcolimetriche sia del verbale di nomina del difensore (verbale redatto quando il conducente è trovato positivo all’alcol) non c’è più alcuna traccia. Atti spariti. Distrutti. Gettati via, come hanno confermato i due commissari indagati. Perché? Il pm ha chiesto l’archiviazione del procedimento, senza tacere una serie di dubbi sottolineati dal legale dell’ex marito della signora, deciso a opporsi alla richiesta.

Scrive il pm che le motivazioni esposte dai difensori sarebbero meritevoli di considerazione: i documenti, di cui non c’è più traccia, sarebbero risultatiinutili. Il motivo? La seconda prova dell’etilometro (quella “regina”) sarebbe stata negativa. Tuttavia, sempre il pm ammette come gli accertamenti non abbiano sgombrato il campo dal dubbio che i documenti siano stati tolti di mezzo per agevolare la donna. Un punto su cui insiste il legale che si è opposto all’archiviazione dei reati contestati ai due vigili urbani.

La signora era stata protagonista di una fuoriuscita autonoma che aveva creato non poco scompiglio lungo la trafficata strada. Sul posto era arrivata una pattuglia che aveva sottoposto a due alcoltest la guidatrice, a breve distanza l’uno dall’altro, come prevede la legge perché la prima prova può risultare positiva benché l’interessato non sia in stato di ebbrezza. Poco dopo era sopraggiunto un commissario di polizia (uno dei due indagati) e, nelle ore successive, la donna era tornata a casa senza la patente perché ritirata. Eppure nessun procedimento è andato avanti.

Tuttavia l’ex marito, proprietario dell’auto distrutta e in guerra con la moglie anche per l’affidamento dei figli, avrebbe recuperato il verbale di identificazione compilato la sera dell’incidente dal quale risultava la guida in stato di ebbrezza per abuso di alcol e il conseguente decurtamento di 10 punti. Sorpresa: nel fascicolo relativo all’incidente, conservato nell’archivio dei vigili, mancano proprio quel verbale come gli esiti dell’etilometro. Atti inutili da conservare, secondo gli indagati, di fronte alla negatività della seconda prova dell’etilometro.

Adesso la parola passa al gip che deciderà se archiviare o meno. L’assessore comunale alla Polizia municipale, Marco Carrai, è prudente ma fermo: «La speranza è che si riscontri un comportamento corretto da parte dei nostri operatori. Se così non fosse, chi ha responsabilità penali, pagherà».

Fonte: mattinopadova.gelocal.it

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