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Caso Morosini. Torna al lavoro il vigile punito. Il giudice ha sospeso la sanzione inflitta al maggiore della Municipale

La prassi è stata sufficiente al giudice del lavoro Franco Di Pietro per decidere il reintegro in servizio del maggiore dei vigili urbani Giorgio Mancinelli.
Revocata dunque la sospensione di sei mesi inflittagli dalla Commissione disciplinare del Comune per aver lasciato l’auto di servizio in sosta all’ingresso Maratona dello stadio Adriatico il 14 aprile scorso, rallentando l’arrivo dei soccorsi per Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto in campo per un malore causato da una malformazione genetica al cuore.

«Una sentenza totalmente inattesa e paradossale per le ragioni che l’hanno motivata – commenta l’avvocato Lorena Petaccia, rappresentante dell’amministrazione contro il procedimento d’urgenza presentato dai legali di Mancinelli – abbiamo 15 giorni per decidere se fare reclamo per una sentenza a nostro parere non valida né dal punto di vista giuridico né da quello professionale.

Motivarla dicendo che il fatto che fosse abitudine lasciare lì l’auto non è una condizione sufficiente per decidere che la sospensione di sei mesi è assurda. Si tratta quasi di un giudizio di merito – aggiunge la Petaccia – e non era questo l’oggetto della discussione. Il procedimento di merito a questo punto lo chiederemo noi visto che – sottolinea – per il Comune questo è un doppio danno d’immagine.

Quello dell’auto con il vetro rotto che ha fatto il giro del mondo e ora questa sentenza che condanna inoltre l’amministrazione al risarcimento delle spese. Spese non ingenti (si tratta di 800 euro) – conclude – ma che non vogliamo pagare per una questione di principio visto che è stata l’amministrazione a sanzionare un suo dipendente. Un principio che con questa decisione è stato violato». Due le udienze che hanno portato a questa decisione. Nella prima, il 21 giugno scorso, il giudice aveva chiesto un’istruttoria per valutare la perizia della difesa di Mancinelli, che non era stata accettata in sede disciplinare. Il 28 giugno sono comparsi i testimoni e una settimana dopo è arriva la decisione.

La consuetudine è una norma di legge a tutti gli effetti: ora abbiamo imparato che lo sono anche le cattive abitudini.

Fonte: www.iltempo.it

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