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Autobus, pugno di ferro con i portoghesi. In arrivo 53mila multe per gli «abusivi»

La polizia municipale notificherà le ingiunzioni di pagamento in arretrato dal 2008 ad oggi. Il giro di vite dopo anni di mancate riscossioni: solo il 21% nel 2011

VERONA – Occhio alla cassetta delle lettere, perché nelle prossime due settimane la polizia municipale di Verona farà notificare 53 mila ordinanze di ingiunzione per il mancato pagamento di multe dell’Atv, andando a riscuotere contravvenzioni anche molto lontane nel tempo (dato che la prescrizione per le irregolarità fiscali è di 5 anni, saranno riscosse somme per multe non pagate fino al 2008).

Il giro di vite contro i «portoghesi », che si sta concretizzando in un impegno massiccio dei controllori per verificare che tutti gli utenti dei mezzi pubblici paghino il biglietto, si rafforza perciò con un’ulteriore stretta. L’importo delle multe in arrivo è di 58 euro ciascuna, ma chi non paga andrà incontro a sanzioni ben più pesanti. «L’ingiunzione – dice Luigi Altamura, comandante della polizia municipale di Verona – è già esecutiva e perciò va pagata. Chi non la ritiene corretta può ricorrere al giudice di pace nei tempi previsti, ma chi non fa né l’una ne’ l’altra cosa non la farà franca, perché la cartella sarà iscritta a ruolo e a quel punto sarà compito di Equitalia accertare se la morosità sia dovuta a uno stato di necessità o se invece il contribuente possa pagare».

Nel caso in cui si passi all’iscrizione a ruolo nella cartella esattoriale, l’importo della multa sale notevolmente aumentato fino a un massimo di 200 euro. Sono già 3.700 le iscrizioni a ruolo notificate in queste settimane, per un totale di 200 mila euro di somme da riscuotere. Se la ragione etica di questa campagna contro i «furbetti» che salgono sull’autobus senza pagare, è fare in modo che gli onesti non siano penalizzati (in un momento in cui i biglietti sono aumentati e le corse sono state decurtate), la ragione economica è che i morosi sono sempre di più. Ogni anno Atv eleva circa 20 mila contravvenzioni per mancanza di biglietto sulle linee urbane (con la provincia diventano 25 mila) e nel 2008 ne sono state riscosse 8.500. Nel 2009 5.500, nel 2010 4.800 e nel 2011 4.400. Si è perciò passati da un tasso di riscossione del 43% a uno del 21%. «D’ora in poi – dice Altamura – non pagare sarà impossibile, perché quella che abbiamo messo in piedi non è una semplice task force, ma una vera e propria macchina da guerra».

Se fino a ieri tutto il meccanismo di registrazione e riscossione delle multe era manuale, da oggi in poi si passa all’informatica. Attraverso un programma di trasmissione dati, la multa elevata da Atv passa immediatamente alla polizia municipale, dove viene generata automaticamente un’ingiunzione. Questa viene poi notificata al multato in poche settimane grazie al programma di aggiornamento anagrafico, per cui si rintraccia subito anche chi ha cambiato residenza. «È stato molto complesso organizzare tutta la procedura – dice il comandante – ma adesso sarà semplicissimo farla funzionare ». Le 53 mila ingiunzioni di Atv riguardano prevalentemente residenti a Verona e provincia, ma saranno recapitate un po’ in tutt’Italia. All’interno del comune capoluogo la notifica sarà consegnata non dai postini, bensì dai messi comunali.

Si farà ricorso alla mano pesante contro gli evasori «cronici». «Ci sono persone che non pagano né l’autobus, né i divieti di sosta, né le multe prese in strada, sulle preferenziali o per eccesso di velocità – dice Altamura. In questi casi faremo segnalazione all’Agenzia delle Entrate perché verifichi il loro reddito ». Quanto alla campagna di controlli straordinari contro i «portoghesi» portata avanti da Atv, per il direttore generale Stefano Zaninelli è prematuro fare bilanci. «Intanto l’operazione va avanti – dice – poi valuteremo se ripeterla anche in inverno. Ieri abbiamo contato altre 400 persone che sono scese dal bus alla vista dei controllori. È un problema, perché si tratta di gente che non ha nemmeno i soldi per fare il biglietto a bordo».

Fonte: corrieredelveneto.corriere.it

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