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I figli ci guardano anche in auto

Se per promuovere una nuova cultura della strada e della legalità, da un lato, si suggerisce di “puntare sui piccoli”, affinché i giovani di domani non riempiano più il loro senso di vita cercando emozioni forti nell’andare ai 200 all’ora o nello sperimentare carambole notturne, dall’altro si invita a puntare anche sugli adulti. Si registra, del resto, che tra i primi disertori delle norme della strada e, a volte, anche tra i primi fautori del rischio, vi sono infatti anche coloro che devono educare le nuove generazioni.

 

Ognuno di noi, a partire, da colui che è genitore, non può, invece, dimenticare mai, che i bambini “copiano” quanto fanno i genitori e poi, i cosiddetti “adulti di riferimento” ed ancora, i miti …. Deve ricordare che i bambini, da piccoli, non seguono regole quando sono accompagnati da un adulto, ma, che per via della loro attività cognitiva soggiacente, copiano il comportamento dello adulto di riferimento, sia questo corretto che scorretto, e non riconoscono l’errore della “figura genitoriale”.

 

Il processo di imitazione tuttavia non interessa solo i bambini, ma ha varie implicazioni, tra cui quella dell’identificazione e della moda da cui sono molto attratti adolescenti, giovani, e (ahinoi!), anche molti adulti. Sulla strada, come per altri contesti e situazioni, non può valere, quindi, la regola del “così fan tutti”, né tanto meno l’eccezionalità: oggi, più che mai, ognuno di noi deve sentirsi chiamato a concorrere ad un processo di responsabilizzazione che porti ad un vero e proprio condizionamento della società, teso a cambiare le logiche del vivere questo importante spazio di comunicazione e di incontro.

 

Se il bambino agisce spontaneamente adottando un comportamento scorretto su quest’ultima e un giovane lo fa, magari vittima del cosiddetto “agito impulsivo” e/o a causa del bisogno di esteriorizzazione di un proprio conflitto interiore, l’adulto deve essere consapevole che spesso si comporta in modo scorretto sulla strada, per un inconscio e perpetuo bisogno di giocare che ha: e deve fare i conti con questo suo lato “bambino”.

 

… Chi non ha mai fatto sperimentare ai propri bimbi la potenza del motore della propria auto quando in sorpasso? … Chi non ha mai imprecato dietro alla lentezza ed indecisione del “vecchietto di turno” al volante della sua “macchinina”, di fronte al proprio bambino? E tanto altro: riflettiamoci . Pensiamo anche a quale valore assume quanto viene espresso dentro un auto. Molti ritengono che questa ultima, addirittura, possa, in parte, costituire un moderno sostituto del focolare. L’autovettura è infatti sempre meno “vissuta” solo quale mezzo per spostarsi, ed in effetti, spesso, la famiglia, soprattutto quando i bambini sono piccoli, tende a ritrovarsi in auto, e li a confrontarsi, trovare il momento per parlare e prendere decisioni … In auto si vivono molte più relazioni di quelle che si possono immaginare: si prendono decisioni, si telefona, si canta, si parla, si sgasa … molto a discapito di una guida attenta e riflessiva, e … sotto gli occhi dei nostri passeggeri. 

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