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Comuni, far cassa col codice della strada. Gettito multe anche raddoppiato nel 2012

Un’analisi condotta da AdnKronos sui bilanci di previsione dei comuni non lascia dubbi: tolleranza zero sulle infrazioni al codice stradale per incrementare la raccolta derivante da sanzioni. Tendenza senza eccezioni tra grandi città e piccole municipalità. Una tassa “occulta” da 35 euro a testa, 100 euro nei grandi centri.

Se le risorse scarseggiano, la via più semplice per fare cassa è ridurre la tolleranza nei riguardi degli automobilisti e multarli senza pietà. Una ricetta non nuova ma tornata attualissima nei giorni dell’Imu centralizzata e dei tagli della spending review. E i dati di un’indagine condotta dall’agenzia AdnKronos sui bilanci di previsione dei comuni lo confermano, avvalorando un gettito nel 2012 derivante dalle contravvenzioni molto più alto, in alcuni casi addirittura raddoppiato rispetto al 2011. Tutto questo nelle grandi città come nelle piccole municipalità, senza eccezioni.

Sono proprio i dati delle grandi città i più emblematici. A Milano la previsione di aumento delle entrate per le sanzioni emesse dalla Polizia Locale è del 12,8% , passando da 93 milioni di euro del consuntivo 2011 ai 105 milioni previsti per il 2012. A Bologna, invece, si è aperta la stagione della ‘tolleranza zero’ sulle multe non pagate. Non a caso, dopo i cali registrati nei due anni precedenti, nelle previsioni di bilancio del Comune è previsto un deciso aumento del gettito proveniente dalle violazioni al codice della strada: 52,4 mln per il 2012. In linea Firenze, con multe per oltre 51 milioni nel bilancio preventivo 2012.

Passando ai comuni più piccoli, calano ovviamente i numeri assoluti ma è il rapporto con gli abitanti a rendere i dati significativi. Trento, 117mila abitanti, e Cittadella (Padova), 20mila abitanti, hanno più o meno lo stesso obiettivo,

 

a 2 mln di euro. Il gettito preventivato dal comune di Pistoia, 90mila abitanti, è di tre volte superiore, pari a 6 mln. Ad Avezzano (Aquila), 40mila abitanti, si punta a 1,1 mln; a Parma, 188mila abitanti, si vogliono incassare 11,4 mln. In molti casi, causa previsioni troppo ottimistiche, a metà anno è il caso di darci dentro con le multe per centrare il target fissato. Emblematico il caso di Pavia: l’obiettivo indicato in un documento consegnato dal comune alla polizia locale, a inizio anno, fissa un incremento delle multe per il 2012 del 20% rispetto al 2011.

Si arriva al paradossale nei comuni molto piccoli. Qualche esempio: Orbetello, 15mila abitanti e scarto rilevante rispetto all’anno scorso, con un incremento da 253mila euro del gettito derivante da multe per il 2012. A Piove di Sacco (Padova), 19mila abitanti, previsione di incassi da multe più che raddoppiata: proventi per 690 mila euro, l’anno scorso erano 350 mila.

A Piovene Rocchette, nel vicentino, le multe sono diventate un vero e proprio ‘caso’. Il sindaco Maurizio Colman ha denunciato il “sabotaggio”, per ragioni sindacali, da parte della sua polizia locale: gli agenti avrebbero volutamente operato per non raggiungere il target fissato, 980mila euro su un bilancio che ammonta complessivamente a 5.576.512,55 euro.

In una prospettiva nazionale, i numeri sono inequivocabili. In Italia, in media, negli ultimi tre anni, sono state staccate ogni anno circa 14 milioni di multe, 1600 ogni ora. Sommando i ricavi assicurati dalle polizie locali (circa 1,6 miliardi di euro) con quelli derivanti dall’azione di Polstrada e Carabinieri (circa 400 milioni di euro), nelle casse dello Stato entrano circa 2 miliardi di euro all’anno. Una cifra che si traduce in un tassa occulta di 35 euro per ogni italiano, 100 euro a testa nelle grandi città.

Come vengono impiegate le risorse di simile raccolta? La legge, nello specifico l’articolo 208 del Codice della Strada, prevede che almeno il 50% dei proventi vadano reinvestiti in attività a favore della sicurezza e della prevenzione degli incidenti stradali. Prescrizione spesso disattesa, con comportamenti virtuosi o macroscopiche violazioni della legge evidenziati in sede di bilancio consuntivo.

A Trezzo sull’Adda (Milano), il comune destina 70mila euro (dei 140.000 euro stimati per il 2012 come derivanti da multe) alla manutenzione delle strade e alla sicurezza stradale. A Monza, la Polizia locale ha rinnovato il parco auto e ha pagato sei Alfa Romeo 159 station wagon, una stazione mobile e uno scooter elettrico con i proventi delle sanzioni previste dal codice della strada.

Fonte: www.repubblica.it

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