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“L’intersezione è un incrocio a raso?”. Gli impossibili quiz per la patente

Domande trabocchetto e illogiche nei test: ecco perché sbagliare è inevitabile.  E l’esame diventa uno specchio del Paese in cui conta più essere furbi che formare automobilisti educati alla civiltà della strada. 

VERO o falso? È vero che “il rispetto della distanza di sicurezza deve essere mantenuto dal veicolo che precede”. È falso che “il rispetto della distanza di sicurezza deve essere rispettato dal veicolo che precede”. Io licenzierei in tronco l’inventore di questi incredibili e illogici scioglilingua. Sono gli scioglilingua con i quali i giovani italiani devono misurarsi per ottenere la patente di guida nel Paese dei furbi e dei malandrini.

Studio il libro dei quiz ministeriali, enorme sciocchezzaio punitivo che non aiuta ad essere rispettosi del Codice ma premia scaltri e pataccari, e mi fermo perché non so dire se sia vero o falso che “il poggiatesta è utile per prevenire il colpo di frusta”. Io forse lo confondo con il colpo della strega, e magari pure con il gomito del tennista. Capisco che, guidando, può capitare di farsi e fare male, ma io voglio la patente di guida e non di radiologia o di ortopedia e neppure dedicarmi alle perizie assicurative.

Guardo il disegno di un altro quiz e rispondo che è vero, “nella strada centrale la corsia è a doppio senso di circolazione”. Invece è falso perché si chiama “carreggiata” e non “corsia”. Bocciato in italiano? Poi interpreto come vero un segnale di lavori in corso per due chilometri senza accorgermi di un altro trucco: è “la deviazione” dovuta al cantiere che è lunga due chilometri e non “il cantiere”. Mi hanno fregato di nuovo. Ma almeno adesso ho la certezza che è questo che vogliono: fregarci (…)

Fonte: www.repubblica.it

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