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Segnaletica folle a Ragusa

(Omissis)

VECCHIA BATTAGLIA – La segnaletica orizzontale in Italia non è a norma con una media del 93% rispetto agli standard europei mentre circa il 48% dei segnali verticali non è conforme al Codice della strada. Assosegnaletica (Associazione italiana segnaletica italiana) da tempo denuncia l’inapplicabilità del Codice della strada. Nonostante l’assenza dei decreti attuativi – a più di due anni dall’entrata in vigore del nuovo Codice – l’articolo 208, che prevede la quota da destinare alla manutenzione, è applicabile. La Legge 120 del 30 luglio 2010 ha generato un divario tra l’inasprimento delle sanzioni per l’utente della strada e l’esenzione per l’Ente locale che disattende l’impegno di destinare il 12,5% dei proventi delle multe per la segnaletica. “Invece, molto spesso – evidenzia Assosegnaletica – parte di queste risorse viene investita in attività meno prioritarie rispetto alla messa in sicurezza delle strade, come feste patronali o arredo urbano, ma che generano più facilmente consenso”.

CATASTO – Che sia un guaio a livello nazionale, Roma inclusa, è la stessa Assosegnaletica a sottolinearlo: “Roma è la città italiana con il più alto numero di incidenti e, soprattutto con il più alto numero di vittime: una ogni due giorni. La strage colpisce soprattutto pedoni e ciclisti ma anche motociclisti. L’Associazione ritiene indispensabile realizzare un catasto elettronico dei segnali su ogni circoscrizione; elaborare un elenco di priorità, procedendo poi alla sostituzione dei cartelli più pericolosi (stop, dare precedenza, limiti di velocità, passaggi pedonali, ad esempio); applicare quanto previsto dal nuovo Codice della strada in merito alla devoluzione della quota fissata delle multe per il miglioramento e la manutenzione della segnaletica stradale, anticipando di fatto quanto sarà contenuto nei decreti attuativi; adeguare la segnaletica stradale dei passaggi pedonali davanti a scuole, ospedali e su strade ad alto scorrimento come avviene nelle maggiori città europee in cui viene data particolare attenzione a tale segnaletica”. Senza sanzioni per gli enti proprietari inadempienti nella manutenzione, per Assosegnaletica le risorse destinate alla segnaletica rischiano di restare sulla carta. La proposta dell’Associazione è di introdurre una modifica in sede legislativa, per ridurre il numero sicuramente eccessivo di cartelli (proprio come nella foto in alto). E per tornare in Sicilia, anche a Palermo SicurAUTO.it, in un’indagine recente, s’è imbattuta in tantissima mala segnaletica e cartelli vecchi. Ricordiamo anche che quelli relativi ad attività commerciali non devono stare vicini a quelli di segnaletica e quindi sono tutti fuorilegge, come accade spesso ne capoluogo siciliano.

PURE IN AUTOSTRADA – Il crollo del portale dell’uscita autostradale presso Santa Maria Capua Vetere, avvenuto il 26 dicembre 2011, da alcune indagini preliminari, sembra essere stato causato da una pessima messa in opera della struttura portante e dalla scarsa qualità dei materiali impiegati.Questo è un evento esemplificativo di cosa stia accadendo su alcune tratte stradali e autostradali in questi ultimi anni. Ciò non può essere ignorato o dimenticato in quanto l’indagine in corso ritiene che tale incidente potrebbe ripetersi su diversi tratti autostradali sui quali campeggiano segnali e barriere non a norma, frutto di lavori assegnati con appalti a ribasso anomalo e con bassi standard di qualità. Da diversi anni, Assosegnaletica è allarmata per i continui ribassi con cui gli enti proprietari delle strade aggiudicano i lavori e le forniture delle dotazioni di sicurezza stradale, quali la segnaletica e le barriere: “Si va inoltre sempre più affermando il principio del ‘general contractor’ anche per lavori super specializzati, quali quelli destinati alla sicurezza stradale. Questa scelta a volte si traduce in un ulteriore decremento dei margini di profitto, che inevitabilmente finisce per essere scaricato sulla qualità dei materiali e sulla relativa posa in opera. Inoltre, il frequente ricorso al subappalto, oltre a creare rischi enormi sulla strada, potrebbe aprire scenari d’illegalità diffusa quali il riciclo di denaro sporco e forza lavoro dequalificata soprattutto a favore di aziende che non posseggono tutti i requisiti per partecipare trasparentemente e direttamente ai bandi di gara. Allo stato attuale si è sull’orlo del collasso di tutte quelle dotazioni che in questi anni sono state oggetto di più passaggi e di ribassi fuori ogni logica di mercato”.

 

Fonte: www.sicurauto.it

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